Blitz

Catania ed Enna al centro dell’inchiesta “Mafia Capitale”, 44 gli arresti

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4 giu 2015 - 08:39

CATANIA - Anche la Sicilia, con Catania ed Enna, entra a far parte dell’inchiesta “Mafia Capitale”. La seconda parte dell’operazione ”Mondo di Mezzo” della procura di Roma e dei carabinieri del Ros, ha portato all’arresto di 44 persone fra Sicilia, Lazio e Abruzzo.

A loro carico vengono ipotizzati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento di fondi in frode e diversi altri reati minori.

Ventuno gli indagati a piede libero. In manette, tra gli altri, il consigliere regionale forzista del Lazio, Luca Gramazio. Quest’ultimo è accusato di partecipazione all’associazione mafiosa capeggiata da Massimo Carminati. Vanno in carcere anche l’ex presidente del consiglio comunale Mirko Coratti (Pd), Daniele Ozzimo, ex assessore alla casa e consigliere comunale del Pd, il consigliere capitolino di Centro democratico Massimo Caprari e l’ex presidente del X Municipio (Ostia) Andrea Tassone. Quasi a testimoniare che c’era un accordo bipartizan in questo disegno criminale. Sullo sfondo il business legato ai flussi migratori e alla gestione dei campi di accoglienza per migranti. E, a quanto trapelerebbe, sono in molti ancora a tremare per un’inchiesta che non sembra affatto conclusa. Anzi.

Il blitz dei carabinieri è scattato all’alba nelle province di Roma, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Catania ed Enna. E coinvolge politici e criminalità organizzata. 

Secondo gli investigatori – si legge nell’ordinanza – l’inchiesta avrebbe evidenziato “l’esistenza di una struttura mafiosa operante nella Capitale, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali”. In particolare le indagini hanno documentato quello che gli inquirenti definiscono un “ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello d’imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori”.

Intanto, un comunicato emesso dalla Procura della Repubblica di Catania informa che sono in corso “molteplici perquisizioni presso le sedi degli uffici interessati, tra cui quelle del Consorzio “Sol Calatino – Società Cooperativa Sociale”, inserito nell’A.T.I. che si occupa delle gestione dei servizi all’interno del C.A.R.A. di Mineo (CT) nonché presso i locali della Provincia Regionale di Catania, attività condotte nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per l’affidamento dei servizi al Cara di Mineo. L’attività di indagine è finalizzata a verificare se gli appalti per la gestione del CARA siano stati strutturati dal soggetto attuatore al fine di favorire l’ATI condotta dalla cooperativa catanese SISIFO così come emerso anche nelle indagini della Procura di Roma, con la quale è costante il coordinamento delle indagini”.

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Sergio Regalbuto



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