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Catania, la discoteca tra arte e barocco con il tetto in amianto

Foto di repertorio
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22 gen 2015 - 06:00

CATANIA - C’è chi ha dovuto chiudere un bed and breakfast, chi ha dovuto dormire in brande di fortuna e abbandonare la propria camera da letto, chi ha comprato i doppi infissi per attutire il rumore e chi non riesce più a riposare da mesi.

Benvenuti nel centro storico di Catania: tra basolato lavico e barocco straordinario c’è un tesoro che ammalia i turisti di tutto il mondo, valorizzato dall’Unesco ma non dai catanesi e dalle varie amministrazioni.

In via Gisira – centrale e a portata di movida universitaria – da fine ottobre è stata aperta una discoteca. Laddove vi era il supercinema Vittoria, costruito negli anni ’20, adesso vi è una grande sala da ballo che organizza diverse serate, specie il mercoledì – il giorno degli universitari – il venerdì e il sabato.

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Il tutto a scapito della quiete dei residenti che in una lettera aperta indirizzata al sindaco e pubblicata dal nostro giornale hanno manifestato tutte le loro rimostranze. NewSicilia.it li ha incontrati e ha raccolto la testimonianza di alcuni componenti del Comitato dell’Indirizzo.

“E’ iniziato tutto il giorno di Halloween, a fine ottobre, - spiega uno dei residenti di via Sgroi – e da lì è iniziato l’incubo: la musica è fortissima, arriva dentro le case e vibrano le pareti. Noi non riusciamo più a dormire e a vivere serenamente”.

I decibel che a tamburo battente massacrano le orecchie dei residenti molto probabilmente sono dovuti a una mancata e accurata insonorizzazione del locale. Perché allora sono state concesse le autorizzazioni in mancanza di un elemento così importante per la quiete pubblica?

Il Comitato ha già inoltrato tre esposti con la firma di 46 famiglie della zona: uno ai vigili, uno al questore e uno al sindaco. Il dato certo proviene dall’Arpa che ha eseguito delle rilevazioni: i decibel sono superiori alla soglia massima consentita.

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Eppure le serate sono proseguite senza sosta. “Per tre volte a settimana – spiega un’altra residente- mettono musica sino alle tre di notte e anche oltre. Chiamiamo sempre i vigili quando la musica prosegue oltre l’orario consentito ma non si può vivere così”.

C’è chi abitava in una villetta fuori Catania in campagna e aveva deciso di ritornare in città per godere del centro storico etneo, dell’atmosfera della pescheria e dell’abbagliante bellezza del Duomo.

“Adesso mi pento di questa scelta - spiega un altro componente del Comitato -. La notte non si può dormire sia per la musica sia perché poi vi sono i ragazzi ubriachi che girano e gridano. Vi è stato il proliferare di posteggiatori abusivi e di pusher che si appostano in zona. Inoltre i generi alimentari gestiti da stranieri rimangono aperti sino a tardi per vendere gli alcolici ai ragazzi che vanno poi in discoteca”.

In più a preoccupare il Comitato c’è la copertura del tetto della discoteca in amianto che – a causa delle vibrazioni – potrebbe costituire un serio pericolo per il sollevamento delle polveri.

I residenti non sono chiusi e infastiditi a priori ma vorrebbero una movida con regole certe e il diritto di poter riposare la notte e vedere rispettata la quiete pubblica.

Ma con una discoteca in pieno centro cittadino è particolarmente difficile. “Proprio dietro la struttura – raccontano gli esponenti del Comitato – abita una famiglia con un malato terminale. Poi c’è anche un altro anziano che è rimasto solo e ha il muro confinante. E’ giusto tutto ciò? E’ normale convivere con questa situazione?”.

“Noi abitiamo qui - spiegano - perché abbiamo creduto nel centro storico. C’è anche chi ha da poco comprato casa e ha un mutuo sulle spalle e vive con il muro confinante con la discoteca. E’ questa l’idea di centro che hanno gli amministratori? E’ questa la loro idea di Unesco? Noi vogliamo una convivenza pacifica con tutti ma ci sono delle regole che vanno rispettate”.

Chi abita nelle vicinanze della discoteca è stato costretto a insonorizzare casa sua con i pannelli, un vero e proprio paradosso.

“Noi immaginiamo – concludono i membri del Comitato - un centro con le botteghe artigiane, che dia spazio alle piccole attività, agli artisti, ai ragazzi per valorizzare le nostre eccellenze. Chi aveva qui un bed and breakfast l’ha dovuto chiudere: troppe le recensioni negative sulla zona che, fino a ottobre, era una delle più apprezzate dai turisti”.

La richiesta del Comitato è quella di un incontro con il primo cittadino. Il barocco e la quiete pubblica continueranno ad essere sfregiati nel silenzio delle istituzioni?

 

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Andrea Sessa



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Un pensiero su “Catania, la discoteca tra arte e barocco con il tetto…

  1. giuseppe

    Ma ancora questa storia della discoteca? Ma possibile che questa povera gente sia ancora in queste condizioni? Il menefreghismo delle autorità è lampante e sconcertante. Povera Catania, vittima innocente di tanto degrado e poveri noi! Mi auguro che il caso di questi cittadini venga compreso e preso da esempio per l’evolversi di una reale coscienza civica.

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