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Catania, dipinta carcassa di un gatto nelle strisce pedonali

piazza lanza
13 mag 2016 - 20:13

CATANIA - È stata dipinta anche la carcassa di un gatto durante il rifacimento delle strisce pedonali nella zona di Piazza Lanza: l’episodio ha fatto molto discutere i cittadini e gli animalisti, sconcertati da quanto accaduto.

In merito a ciò è intervenuta la UIL FPL tramite il segretario provinciale Stefano Passarello e quello regionale, Luca Crimi. I segretari hanno sottolineato come nessuna negligenza abbia caratterizzato il lavoro degli operatori comunali.

“Vogliamo precisare che i lavoratori svolgono con estrema dovizia il lavoro assegnato, il caso contestato non dovrebbe essere inteso come una mancanza di responsabilità degli stessi o come una volontà di arrecare danno d’immagine alla Multiservizi” dicono Passarello e Crimi.

E ancora: “Dai fascicoli personali dei dipendenti si potrà constatare la puntualità e la diligenza del lavoro svolto negli anni, mai una contestazione o proposta di addebito disciplinare. La notizia divulgata dai mass-media sicuramente ha posto la Multiservizi in una situazione innegabilmente spiacevole, ma prima di addebitare delle sanzioni disciplinari, si dovrebbero comprenderne le cause che hanno provocato lo sfortunato incidente”.

Inoltre, i segretari hanno specificato che gli operai hanno svolto il lavoro alle 23,30, pertanto diverse sono le cause che non hanno consentito l’individuazione dell’animale come la scarsa illuminazione comunale, la posizione in cui si trovava la carcassa del gatto, l’avanzato stato di decomposizione che avrà sicuramente alterato le sembianze dell’animale rendendolo irriconoscibile e, infine, la presenza nelle vicinanze di cumuli di terra e altri rifiuti. 

“Evidenziamo che altri avrebbero dovuto rimuovere l’animale morto, e non solo per motivi igienico sanitari, non si può certamente chiedere ai dipendenti della Multiservizi di provvedere alle mancanze attribuibili ad altri Servizi del comune di Catania” concludono i due rappresentanti sindacali.

Rossana Nicolosi



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