Operazione

Catania: confiscati beni a esponente del clan “Cappello”

Dia
17 mar 2015 - 07:30

CATANIA – La Direzione investigativa antimafia di Catania ha eseguito un decreto di sequestro e confisca di beni – un’azienda ed un immobile – per un valore complessivo di circa 200mila euro nei confronti di Giovanni Catanzaro, di 50 anni e originario di Melzo, in provincia di Milano.

Catanzaro Giovanni (1)

L’uomo è ritenuto un presunto esponente del clan dei Cursoti.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione – in base ad una proposta di applicazione di misure di prevenzione patrimoniale avanzata dal Procuratore della Repubblica di Catania.

L’azienda sequestrata opera nel settore del commercio di articoli per uso domestico. 

Catanzaro, ritenuto elemento di spicco della criminalità organizzata etnea, era stato arrestato già nel 1998 nell’ambito dell’operazione “Titanic” perché responsabile di associazioni mafiose finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti. 

Per lo stesso reato anche nel 2000 era stato raggiunto da un alto provvedimento restrittivo nell’ambito dell’operazione “Carusi”.

Nuovamente arrestato nel 2006 nel corso dell’operazione “Crepuscolo”, Catanzaro era stato accusato, insieme con altri 12 presunti appartenenti al clan, di omicidio e tentativo di omicidio, reati commessi nelle province di Catania, Siracusa, Roma e Milano tra il 1983 e il 1997 nell’ambito della guerra di mafia tra il clan e le cosche Sciuto-Laudani-Savasta-Di Mauro.

Con il provvedimento eseguito oggi gli investigatori del Centro operativo della Dia di Catania, dopo complesse e approfondite indagini concentrate sulle modalità di acquisizione del patrimonio di Catanzaro, hanno evidenziato la sproporzione tra quanto posseduto e i redditi dichiarati dall’uomo e dai suoi familiari. 

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Redazione NewSicilia



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