Carabinieri

Catania, comandante Piras: “Allarmi bomba? Rare segnalazioni: ecco come funziona”

Piras
17 gen 2017 - 06:20

CATANIA - Un allarme bomba può turbare notevolmente i residenti del territorio, così come quelli di tutta la Sicilia, ma poi tutto fortunatamente rientra nella normalità ed il pericolo sparisce.

Ultimamente, però, c’è stata molta paura per l’allarme bomba al viale Mario Rapisardi, all’altezza di via Lavaggi (Catania), successivamente rientrato. Si era però isolata l’area interessata, ovvero quella vicina all’Ufficio Postale, e ci si è resi conto che uno zainetto era stato scambiato per un ordigno. Ancora più recente il caso del Porto di Catania, dove una valigetta è stata fatta brillare dagli artificieri. Addirittura una segnalazione “bufala” nel novembre scorso agli Archi della marina e anche a Palermo, il 5 gennaio, dove è stata trovata una valigia davanti alla banca Carige in via Crispi.

Abbiamo contattato il comandante provinciale dei carabinieri di Catania, Michele Piras, per capire se e quante segnalazioni arrivano al nucleo artificieri e la procedura che viene adottata per far rientrare l’allarme o per risolvere il problema: “Innanzitutto vorrei dire che riceviamo pochissime segnalazioni di allarme bomba, parliamo di un numero che si avvicina quasi allo zero. Per quanto concerne la procedura attuata, dipende dai casi”.

Ovviamente, avendo un allarme bomba in un palazzo e uno in strada si agisce in modo diverso ma ecco il filone comune dell’operazione: “Si giunge sul posto e si delimita l’area in cui è stato avvistato il pacco sospetto o l’ordigno. Si prende una distanza di 200 metri circa, tutto in base a dove ci troviamo: possiamo agire all’interno di una palazzina così come in strada e avremo modi di operare diversi. Ad ogni modo, si procede allertando gli organi preposti ad un incendio, quindi i Vigili del Fuoco, e anche quelli sanitari, quindi il 118, poiché nel caso in cui la bomba dovesse esplodere avremmo il supporto medico. Sono servizi necessari e bisogna operare in maniera coordinata per scongiurare l’esplosione del pacco. Giunti gli artificieri, questi ultimi operano in maniera tale da prevenire e mettere in sicurezza l’incolumità loro e di tutti i servizi operanti”.

Pazienza, concentrazione e coordinazione: sono i tre principi fondamentali nel caso in cui ci fosse un allarme bomba, che può essere segnalato notando una valigetta sospetta nella maggior parte dei casi: “Il cittadino non deve farsi prendere dal panico: se crede che ci sia un pacco sospetto, l’unica cosa da fare è chiamare il nucleo artificieri o la polizia”.

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Gabriele Paratore



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