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Catania: colpito il patrimonio dei fratelli Marino. Confiscati beni per 2 milioni di euro

Confisca Dia
27 apr 2016 - 08:11

CATANIA – Confiscati beni per due milioni di euro ai fratelli Marino. Ad eseguire l’operazione è stato il personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, diretta dal 1° Dir. P.S. dr. Renato Panvino, che ha dato esecuzione a due decreti di confisca, emessi dal Tribunale di Catania.

Il provvedimento ricade sulle spalle dei fratelli Franco e Salvatore Marino, entrambi imprenditori.

Sono proseguite, dunque, le investigazioni che avevano già consentito alla Dia di Catania di dare esecuzione, nel mese di febbraio 2014, ad una corposa ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 28 persone, tra vertici e fiancheggiatori del potente clan mafioso catanese dei Carateddi, capeggiato del noto boss Orazio Privitera, inteso Pilu Russu e detenuto al regime del 41 bis.

L’inchiesta aveva consentito di disarticolare il clan mafioso Cappello ed in particolare il gruppo denominato “Carateddi” dedito principalmente alla commissione di reati contro il patrimonio, al traffico di sostanze stupefacenti, alle truffe mediante l’indebita acquisizioni di erogazioni pubbliche in ambito agricolo, operante nella piana di Catania e nei quartieri Pigno e Librino della città etnea.

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Gli sforzi investigativi compiuti dalla Dia di Catania avevano disvelato le dinamiche interne del gruppo criminale “Privitera” caratterizzato dalla partecipazione di componenti uniti tra loro da un forte vincolo associativo rinsaldato dai “valori” della mafia tradizionale legati al territorio, all’agricoltura ed alla famiglia, dove il capo si ergeva a paladino di una giustizia alla quale i sodali si rivolgevano, con atteggiamenti di totale sottomissione, per ottenere rapida soluzione ad ogni possibile controversia, tanto che gli stessi avevano seguito nel tempo il noto boss Orazio Privitera – fratello di Giuseppe – nelle “migrazioni” tra gruppi criminali, sino, in ultimo, a quella nel gruppo “Carateddu”.

I fratelli Marino, colpiti dagli odierni provvedimenti di confisca dei beni, erano già stati arrestati nell’ambito della citata operazione Prato Verde, poiché indagati per il delitto di associazione per delinquere di stampo mafioso e altro.

Nonostante all’ordinanza di arresto abbia fatto seguito, per Salvatore Marino, un provvedimento che l’ha parzialmente annullata, la Sezione Misure di Prevenzione, ha, in sintesi, positivamente valutato sia il curriculum criminale dei due fratelli, rilevandone la loro pericolosità sociale, sia l’esito degli accertamenti patrimoniali che hanno permesso di constatare l’assenza di risorse lecite idonee a giustificare gli investimenti posti in essere, affiancata da una cospicua e generalizzata sproporzione tra i redditi dichiarati ed i patrimoni posseduti.

Tra l’altro i due Marino erano stati anche accusati di aver perpetrato truffe ai danni della Pubblica Amministrazione per complessivi 850.000 euro, mediante cospicue erogazioni pubbliche in ambito agricolo, ed erano stati condannati per aver favorito la latitanza di Orazio Privitera.

Con il provvedimento sono stati sottoposti a confisca i beni riconducibili a vario titolo, anche attraverso “prestanome”, proprio a Salvatore e Franco Marino per un valore complessivo di 2 milioni di euro. Si tratta di 17 appezzamenti di terreno con entrostanti fabbricati rurali tutti ricadenti nei territori delle province etnea e aretusea, un appartamento, 4 aziende con sede a Scordia operanti nel settore dell’allevamento di bovini e coltivazioni di cerali; 10 veicoli tra cui anche mezzi pesanti per autotrasporto, nonché numerose disponibilità bancarie e finanziarie.

 

 

Redazione NewSicilia



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