Pignoramento

Catania, Codacons salva dalle grinfie delle banche la casa di una famiglia

Tribunale Catania
21 feb 2015 - 11:34

CATANIA - Molteplici sono stati i casi di cronaca che hanno riguardato le aste giudiziarie e l’aggressione da parte degli istituti di credito nei confronti della casa delle famiglie.

Il Codacons dà notizia di una sentenza – per certi versi storica – che rivendica il diritto alla casa. Si tratta della sentenza numero 294 del 2015 che ha accolto le tesi dei coniugi Cavallaro dichiarando estinta la procedura esecutiva promossa dalla Banca di Roma, adesso divenuta Unicredit, giunta nella fase di vendita dell’appartamento.

La vicenda risale al 1995 quando i coniugi avevano contratto un mutuo con la banca per 55 milioni di lire da restituire in 120 rate mensili a tasso variabile determinato in relazione al tasso di riferimento applicato dalla banca alla clientela primaria per fidi in bianco maggiorato di due punti e mezzo percentuale.

Prevedeva, altresì, interessi di mora determinati in tre punti percentuali in più rispetto al tasso di interesse applicato. Però la famiglia Cavallaro, per motivi di salute, non ha potuto far fronte a tutte le rate e nel 1996 la banca ha proceduto al pignoramento dello stipendio del signor Cavallaro ma anche della casa per venderla all’asta.

La banca, infatti, esigeva ben 32mila euro oltre gli interessi di mora al tasso del 20,75% sulla rate scadute e sul capitale residuo, con capitalizzazione trimestrale. Superati i problemi di salute il signor Cavallaro ha cercato di risolvere la questione con la banca che, però, ha preteso per la definizione della pratica l’ulteriore somma di 99mila euro, ossia un importo triplicato rispetto a quello dichiarato al momento del pignoramento.

A questo punto è intervenuto il Codacons, attraverso l’avvocato Dario Di Bella, che ha evidenziato la nullità del tasso di interessi e il superamento del tasso anti-usura.

“Con questa sentenza- afferma Di Bella- il tribunale di Catania ha accolto l’opposizione dando ragione al signor Cavallaro sia in ordine alla nullità del tasso sia in merito alla misura esorbitante degli interessi pretesi al di sopra del limite consentito dalla legge, ed ha estinto la procedura esecutiva promossa per la vendita all’asta della casa di abitazione, precisando che a seguito dei nuovi conteggi, eseguiti eliminando gli interessi pretesti illegittimamente dalla banca, i coniugi Cavallaro,- conclude Di Bella - non solo non avevano alcun debito, ma vantavano un credito nei confronti della banca”.

Esprime soddisfazione per la sentenza ottenuta Francesco Tanasi segretario nazionale Codacons evidenziato come la problematica inerente gli interessi eccessivi, spesso illegittimi, richiesti dalle banche nel momento di difficoltà dei cliente è comune in tutto il territorio nazionale.

L’associazione in Sicilia ha creato una task force di legali, commercialisti ed esperti guidata proprio dall’avvocato Dario Di Bella per difendere i cittadini da banche o finanziarie che pretendono interessi non dovuti.

“La sentenza pronunciata dal tribunale di Catania - aggiunge Tanasi - rappresenta una coraggiosa presa di posizione in favore del consumatore, il quale quasi sempre è costretto a stipulare contratti finanziari senza poter negoziare nessuna condizione e subisce interessi mascherati da costi che sovente vanno al di là dei limiti consentiti dalla legge anti-usura”.

 

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Redazione NewSicilia



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