Occupazione

Catania, CISL confronto con le istituzioni per il lavoro

15 ott 2014 - 06:15

CATANIA - Dal Job Act di Renzi al Jobs Day della Cisl di sabato 18 per il lavoro che non c’è, all’incontro in Prefettura di lunedì 20 per i cantieri bloccati, ai focus zonali su crisi e difficoltà per tutelare continuità di lavoro e produzioni d’eccellenza. Si annuncia una settimana cruciale per la Cisl di Catania, che vedrà impegnato il sindacato guidato da Rosaria Rotolo in varie occasioni di confronto con istituzioni, cittadini e lavoratori. La segretaria generale della Cisl etnea ha preparato e condiviso un programma di attività sindacale discusso oggi pomeriggio nell’incontro tra segreteria e i segretari di tutte le federazioni sindacali territoriali.

L’incontro in prefettura di lunedì 20 sarà l’occasione per avviare un confronto straordinario con le istituzioni per dare risposte concrete al dramma del lavoro che manca. «L’appuntamento del 20 spiega Rotolo – è stato ottenuto grazie all’azione serrata del sindacato catanese e dopo la forte mobilitazione alla quale hanno partecipato i lavoratori in seguito agli episodi estremi legati a una crisi economica che ha acuito i drammi sociali del territorio». «A Catania non possiamo limitarci alla questione legata ai cantieri bloccati – aggiunge – ma c’è bisogno di un’attività istituzionale straordinaria per dare risposte concrete al lavoro che manca in tanti altri settori, di pensare a un fondo straordinario per il sostegno economico a chi il lavoro l’ha perso. Con tale idea, la Cisl vuole interpretare il ruolo di un sindacato responsabile e portatore di proposte a vantaggio dei lavoratori, di coloro che il lavoro non ce l’hanno e dei giovani».

Ma Catania è anche sede di produzioni di eccellenza da tutelare e investimenti da non far disperdere perché così si salvaguarda il lavoro che c’è e si mettono le basi per creare nuove opportunità. Il tessuto economico catanese attraversa tante difficoltà legate alla crisi. Ma possiede anche alcuni valori di competitività territoriale da utilizzare appieno. È il concetto-base del Distretto del Sud Est: costruire attorno alle realtà produttive di eccellenza opportunità concrete e di ulteriore sviluppo ma anche di tutela e continuità lavorativa. La Cisl di Catania sarà impegnata, zona per zona, nel confronto con cittadini e a valutare quali criticità ma anche quale di quei valori competitivi possono essere sfruttati per consentire ai settori produttivi che funzionano di continuare a farlo e di tutelare così l’occupazione.

“È, ancora una volta, il ruolo del sindacato partecipativo – aggiunge Rosaria Rotolo – che deve giovarsi della contrattazione aziendale per tutelare il lavoro che c’è e permettere di sfruttare gli investimenti per creare opportunità concrete per quello che non c’è». C’è anche una politica che sembra non decidere mai. «La politica continua a non indicare percorsi di uscita dalla crisi, a non permettere l’impiego degli investimenti comunitari, in ritardo anche nel costruire i nuovi edifici costituzionali con il superamento delle Province o la costituzione delle città metropolitane”. Anche per questo, sabato 18, la Cisl è impegnata in una giornata di mobilitazione nazionale come il “Jobs Day”, che per la Sicilia si terrà a Palermo. Un appello al governo regionale, alla deputazione regionale nazionale e ai governi locali per il lavoro che non c’è, per la lotta alla precarietà, soprattutto giovanile. E per la tutela dei redditi di lavoratori e pensionati.

L’emergenza politica, in Sicilia, si aggiunge, alle altre tre: economica, sociale e del lavoro, amministrativa. «Abbiamo una sola priorità – conclude Rotolo – il lavoro che non c’è, per giovani e meno giovani. Con la necessità di politiche straordinarie che attraggano concretamente investimenti e ne aiutino la realizzazione, di politiche di risanamento e riduzione degli sprechi e di un taglio deciso della tassazione locale. C’è una ferita aperta che è quella della formazione professionale, dell’agricoltura e delle piccole e medie realtà industriali, poi il destino delle società partecipate e il sistema dei rifiuti con i loro lavoratori e l’enorme carico di debiti».

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Redazione NewSicilia



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