Denuncia

Catania: chiodi nei wurstel per uccidere i randagi, gli animalisti: “Enti assenti. Servono canili”

Wurstel chiodi
13 mag 2016 - 12:51

CATANIA - In una città come Catania, il randagismo non è più un mistero. Il problema è come combatterlo: di certo non attraverso polpette avvelenate e wurstel con i chiodi.

Dopo alcuni casi accaduti in altre città italiane e siciliane, tra cui Palermo, anche a Catania si è scelto di combattere i cani randagi attraverso dei metodi abbastanza discutibili. All’interno di polpette e wurstel, infatti, sono stati inseriti dei chiodi. Le conseguenze, ovviamente, sono gravissime: una volta ingeriti provocano emorragie, sofferenza e decesso dell’animale.

La segnalazione è stata fatta qualche giorno fa dalla Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, che ha rilevato la presenza di queste “armi di uccisione” in Corso Sicilia, piazza dei Martiri e piazza Europa. 

Un gesto che ha creato rabbia nel presidente della LIDA Catania, Bianca Biriaco: “È assurdo che si debba ricorrere a mezzi del genere per combattere il randagismo. Ma, purtroppo, devo dire che anche gli enti preposti non sempre fanno le cose come dovrebbero”.

E qui il tono della Biriaco si tinge di amarezza: “A volte ci vuole poco per spegnere il nostro entusiasmo. Abbiamo fatto segnalazioni del genere tantissime volte, ma sono parole al vento. Come si dice in questi casi, “fatta la legge, trovato l’inganno”. Purtroppo sono denunce verso ignoti e ci vuole un attimo per archiviarle e non tenerne più conto. Così, i delinquenti restano impuniti”.

Dura anche la posizione del WWF, che sottolinea l’importanza della prevenzione e del rispetto delle regole: “Il problema del randagismo – spiega Nino Ermide, guardia del WWF – deve essere risolto dai comuni attraverso l’intervento degli enti proposti. Fare canili e ricorrere alla sterilizzazione sarebbe importante. Il WWF ha dei nuclei di guardia venatorie e zoofile sparse per la Sicilia e ci coordiniamo con altre associazioni. Il personale ha funzioni di polizia giudiziaria e quindi può effettuare sanzioni. Ma la cosa più importante sarebbe applicare la microchippatura e migliorare il sistema di anagrafe canina”.

Andrea Lo Giudice



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