Vandalismo

Catania, bruciano i cassonetti della differenziata, Grasso: “A rischio la salute dei catanesi”

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17 nov 2016 - 10:30

CATANIA - Negli ultimi mesi si sono registrati casi di cassonetti bruciati e contenitori della differenziata letteralmente andati in fumo in diverse parti della città.

L’ultimo episodio è accaduto proprio nei pressi di via Umberto, zona in cui ormai da tempo si effettua la raccolta differenziata. Dunque, è importante che evento non passi assolutamente in secondo piano.

Non si sa se si sia stata un’azione delinquenziale da parte di gente senza scrupoli oppure di un incidente, ma certi sono i danni per il territorio ed i disagi per i residenti costretti a restarsene chiusi in casa, per evitare di respirare, in attesa del pronto intervento dei vigili del fuoco, i fumi tossici. 

In qualità di consigliere della circoscrizione di Borgo-Sanzio, Orazio Grasso, chiede maggiori controlli e più collaborazione da parte dei cittadini che hanno il dovere di segnalare alle forze dell’ordine eventuali focolai che, in pochi minuti, possono diventare qualcosa di ben peggiore. Il rischio è che bande di criminali possano tentare di incendiare decine di sacchetti o contenitori di plastica della spazzatura sparsi sui marciapiedi o ai bordi delle corsie dell’intera III municipalità.

Praticamente, siamo dinanzi una situazione che può solo peggiorare. Oltre al degrado e alle nubi tossiche, il rischio inevitabile è quello di veder aumentare i disagi legati alla presenza dei rifiuti a Borgo-Sanzio.

“Per tutte queste ragioni – ribadisce Orazio Grasso - è fondamentale garantire maggiori controlli in tutto il territorio. Senza presidi costanti delle forze dell’ordine e senza la cittadinanza attiva della gente, si mette continuamente a rischio l’ambiente e la salute stessa dei catanesi. Stiamo lavorando per educare le persone ad una accorta politica improntata sul riciclaggio e sul rispetto dell’ambiente ma se i roghi dei cassonetti dovessero continuare il rischio è quello di vanificare i risultati raggiunti finora”.

Redazione NewSicilia



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