Cartellonistica

Catania, la battaglia della Job Creation per chiedere legalità al Comune

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14 dic 2015 - 10:52

CATANIA - “Vergogna. Riattivati 180 impianti pubblicitari abusivi non rispettando la sentenza del Cga”. Sono queste le parole forti che si leggono in giro per Catania sugli impianti pubblicitari della Job Creation. Un messaggio di denuncia, un grido di rabbia davanti a quella che considerano “un’ingiustizia”.

È passata alle vie di fatto l’azienda di cartellonistica pubblicitaria catanese che, forte di una sentenza favorevole, batte i pugni sul tavolo per chiedere legalità.

Con una campagna di affissione in giro per Catania la Job Creation ha denunciato la riattivazione di 180 impianti e il mancato rispetto di una sentenza del Cga, la numero 371 del 2015, che ha dato una chiara indicazione in merito al Comune.

Infatti il Cga ha considerato sostanzialmente illegittimo l’accordo tra il Comune e gli operatori del settore catalogandolo come una sorta di sanatoria che avrebbe cancellato con un colpo di spugna le precedenti illegittimità.

Un accordo avvenuto, dunque, nel 2014 con questo protocollo d’intesa di fatto sconfessato dal Cga.

“Non può considerarsi legittima – si legge nella sentenza – la concertazione, con gli operatori già presenti nel mercato di riferimento, di una qualunque sanatoria delle pregresse situazioni di illegittimità”.

Un accordo del genere, di fatto, avrebbe escluso dal mercato altri operatori del settore creando una sorta di circolo chiuso e impenetrabile.

L’ultimo grado della giustizia amministrativa ha quindi bocciato i provvedimenti del Comune ma lo scorso ottobre sono stati autorizzati circa 180 impianti pubblicitari a seguito delle richieste di due ditte di cartellonistica e così, con una nota irrituale, vengono sbloccati alcuni impianti suscitando la reazione sdegnata della Jobs Creation.

Sul caso è intervenuto il consigliere Niccolò Notarbartolo del Pd che chiede “risposte politiche”.

“Di fronte a un settore così complesso - spiega il consigliere - questa amministrazione ha fallito nei tentativi di riordino del settore e servono risposte dalla politica come un nuovo piano generale degli impianti e un nuovo regolamento affissioni e pubblicità. Sono strumenti necessari per riordinare questo settore”.

“Sono passati due anni - aggiunge - e sembra che alcune scelte dell’amministrazione sembrino tutelare alcuni equilibri del passato con un oligopoilio del mercato e la nota del Comune non può sovvertire la sentenza della giustizia altrimenti si cambiano i principi del sistema democratico”.

Andrea Sessa



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