Vertenza

Catania, azienda Myrmex rifiuta il ritiro dei licenziamenti

myrmex azienda
4 dic 2015 - 19:15

CATANIA - Continuano i rifiuti, da parte dell’azienda Myrmex, riguardo alla richiesta ufficiale da parte di Cgil, Uil e CISAL, di ritirare le procedure di mobilità per i lavoratori. 

L’azienda ha affermato che “non esistono presupposti di fatto per la revoca della procedura”.

Il “no” da parte della Myrmex è arrivato stamani in seguito ad un confronto tra i rappresentanti sindacali (per la Filctem Cgil e la Cgil, Margherita Patti, Peppe D’Aquila e Giovanni Romeo, per la Uilctem Uil, Alfio Avellino, per la Rsu Sebastiano Canarelli e Giovanni Cantone) e i rappresentanti dell’azienda (presente il delegato Salvatore Celeste).

I sindacati, durante l’incontro, hanno dunque espresso “la loro opposizione a qualunque licenziamento chiedendo il ritiro della procedura di mobilità come già espresso in sede ministeriale e come da invito all’azienda da parte del Ministero delle attività produttive, in virtù anche di quanto dichiarato dal MIUR sulla mancata continuità della ricerca relativa ai progetti PON ed in particolare al vincolo dei cinque anni di mantenimento della stabile sede ed organizzazione”.

Nel corso dell’incontro, avvenuto al Ministero, inoltre, l’assessore regionale alle Attività produttive Mariella Lo Bello ha proposto uno soluzione pubblico-privata con l’Università di Catania e l’azienda, che potrebbe mantenere in vita il laboratorio, l’attività di ricerca e i posti di lavoro esistenti.

La Myrmex ha comunque assicurato la stabilità della sede: elemento che, però, non influirà positivamente sul destino dei lavoratori. L’azienda, praticamente, non cambia idea nemmeno di fronte allo spiraglio aperto dalla Regione.

“L’atteggiamento dell’azienda si mantiene rigido nonostante tutti i nostri tentativi di confronto. Questa chiusura per noi non è sinonimo di fermezza ma si traduce in mancanza di visione. Chiuderà un laboratorio d’eccellenza, i lavoratori perderanno l’occupazione e il territorio subirà un altro contraccolpo”, commentano i sindacati.

Rossana Nicolosi



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