Economia

Catania: aumenta la percentuale di lavoratori in cassa integrazione, sciopero UIL

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5 nov 2015 - 12:18

CATANIA - Lo spettro della cassa integrazione, purtroppo, si manifesta con particolare insistenza a Catania provincia, città nella quale i dati riportano uno sconfortante +8,5% rispetto allo scorso anno.

A diffondere questo dato è Fortunato Parisi, segretario generale della UIL di Catania: “In questi mesi, la Cassa integrazione è aumentata soltanto in nove province italiane. Catania, purtroppo, è fra queste. Qui, la ripresa non si vede e nei Palazzi, intanto, si consumano ancora i riti della vecchia politica. Se qualcuno chiedeva il perchè della protesta sindacale del 31 ottobre, adesso può capire meglio le nostre ragioni e la nostra rabbia!“.

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Fortunato Parisi

Come si può facilmente rilevare dai dati diffusi dal Servizio nazionale Politiche del Lavoro e della Formazione la percentuale di lavoratori cassa integrati a Catania è salita, da gennaio a settembre 2015, di più di 8 punti percentuali rispetto alle percentuali registrate nel 2014. Ancora più allarmanti sembrano i dati riferiti al solo mese di settembre: tra il 2015 ed il 2014 infatti si è registrata un’ulteriore impennata dei suddetti dati toccando addirittura un +15,2%.

Non possono quindi che apparire scoraggiate e scoraggianti le parole con cui Fortunato Parisi ha scelto di commentare la lettura di tali informazioni: “Più di tante parole i numeri dimostrano che Catania resta capitale della crisi. Deve soprattutto allarmare il fatto che in un anno è diminuita del 19.1% la Cassa ordinaria mentre la Cig straordinaria e quella in deroga sono lievitate del 24.7% e del 36.2%. Insomma, nel nostro territorio le aziende ricorrono sempre meno agli ammortizzatori sociali per gestire fasi di ristrutturazione e rilancio produttivo. Stanno, invece, facendo ricorso ai benefici terminali di legge prima della chiusura definitiva degli stabilimenti. L’allarme sociale cresce, peraltro, a pochi mesi dalla piena attivazione del nuovo sistema Cig previsto dal Jobs Act che produrrà la riduzione sostanziale di durata della Cassa. Alle istituzioni politiche chiediamo di agire, di fare presto e bene, di tralasciare finalmente i tornaconti di bottega. Catania può e deve tornare a essere locomotiva dell’Isola. Noi ci crediamo, malgrado i segnali negativi che arrivano da pubblico e privato. La mobilitazione nella St e le proteste dei forestali si sommano allo sciopero generale che sabato porterà in via Etnea le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione, indispensabili risorse umane di un settore segnato in Sicilia – quindi, innanzitutto a Catania – da un’impennata impressionante della Cassa integrazione guadagni:  più 550,7 per cento nel raffronto settembre 2014/2015“.

La via Etnea, strada principale di Catania, diventerà ancora una volta territorio di protesta, luogo di diffusione delle idee: proprio qui, ancora una volta si manifesterà per vedere finalmente riconosciuti i diritti relativi all’istruzione, al lavoro e alla salute. Afferma ancora Fortunato Parisi: “Abbiamo sempre accompagnato la protesta alla proposta. Lo facciamo anche stavolta rivendicando il diritto all’Istruzione, al lavoro dignitoso e alla salute. Chiediamo investimenti in opere buone, utili alla crescita economica e sociale. Fiducia nei lavoratori della pubblica amministrazione, perché servono più servizi ai cittadini e alle imprese. Restituzione della formazione professionale scippata ai giovani e ai lavoratori negativi che arrivano da pubblico e privato. La mobilitazione nella St e le proteste dei forestali si sommano allo sciopero generale che sabato porterà in via Etnea le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione, indispensabili risorse umane di un settore segnato in Sicilia – quindi, innanzitutto a Catania – da un’impennata impressionante della Cassa integrazione guadagni:  più 550,7 per cento nel raffronto settembre 2014/2015″. Una speranza, aggiungiamo noi, che urge far diventare una realtà.   

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Valentina Idonea



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