Immigrazione

Catania, arrestati i due scafisti dello sbarco del 22 aprile

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24 apr 2015 - 19:17

CATANIA - Nel giorno in cui altri 84 migranti presumibilmente di nazionalità subsahariana, a bordo della nave della Guardia Costiera CP904 “M.Fiorillo”, sono sbarcati al porto di Catania, la Guardia di Finanza è riuscita a fermare i due scafisti che, lo scorso 22 aprile, erano al timone dei gommoni che avrebbero dovuto portare 218 profughi sulle coste siciliane.

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Il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catania, coordinatore dell’operazione,  è riuscito infatti ad arrivare, sia attraverso le immagini fornite dagli operatori di bordo che attraverso le parole degli stessi profughi che si trovavano sulle imbarcazioni dirette verso la Sicilia, ai due scafisti, un 29enne di origini senegalesi, e un 31enne di origini nigeriane.

Se sul nigeriano pesano oltre alle immagini anche le dichiarazioni rese da altri migranti, il senegalese, messo a conoscenza delle prove a suo carico e non vedendo alcuna via d’uscita, avrebbe deciso di confessare.

Confessioni che, insieme a quelle degli altri superstiti, hanno ancora una volta evidenziato il pessimo stato in cui queste persone si trovano a dover affrontare un viaggio pieno di incognite.

I militari hanno infatti reso noto come i gommoni sui quali viaggiavano i migranti erano assolutamente inadeguati ad affrontare la traversata del Canale di Sicilia, tant’è vero che entrambi si sono inabissati subito dopo il soccorso. A bordo degli stessi erano, inoltre, presenti numerose taniche di benzina, riversatasi pericolosamente anche all’interno degli scafi.

Confermate, sempre dagli stessi profughi, sia le cifre fornite dai sopravvissuti del naufragio del 18 aprile, i quali parlavano di prezzi che oscillavano dai 1000 ai 7000 euro a persona, sia l’esistenza di una struttura lager in cui erano stati rinchiusi prima della traversata. 

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Giuseppe Correnti



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