Sindacati

Catania, agenzia delle Dogane: proclamato stato d’agitazione

Il segretario Uil Pubblica Armando Algozzino
Il segretario Uil Pubblica Armando Algozzino
29 giu 2016 - 18:20

CATANIA - Carenza di personale, carichi di lavoro eccessivi e mancato rinnovo del contratto da sette anni: sono solo alcune delle motivazioni che hanno indotto i rappresentanti Armando Garufi della FP CGIL, Valeria Laiacona della CISL FP e Vittorio Visicaro della UILPA insieme con Leandro Cutrona del S.A.L.F.I. e alla RSU UD. Proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti dell’Ufficio Dogane di Catania.

In una lettera inviata ai vertici dell’agenzia e al prefetto Maria Guia Federico, i sindacati sottolineano “il malessere dei lavoratori, la cui presenza in servizio corrisponde al 20% in meno rispetto alle unità previste dall’organigramma della direzione generale”.

“Attualmente – ha spiegato Armando Algozzino, segretario generale della Uil Pubblica Amministrazione di Catania – i lavoratori in servizio sono soltanto 69, a fronte degli 81 previsti; il loro numero scenderà ulteriormente ad ottobre, quando diventeranno 67”.

Per la UILPA, ciò si traduce in orari di lavoro massacranti per il personale, impegnato in attività di ricevimento del pubblico dal lunedì al venerdì in sede e presso la sezione operativa territoriale di Riposto dalle 8 alle 18; di nuovo in sede il sabato dalle 8 alle 14 e in servizio no stop presso l’area doganale di Fontanarossa.

Proprio in merito ai dipendenti in servizio presso la S.O.T. di Fontanarossa, il sindacato sottolinea “l’irriguardoso comportamento dell’amministrazione Regionale, che da due anni ormai priva i lavoratori del diritto al ticket mensa, malgrado esso sia assicurato da norme contrattuali che sono state sottoscritte dall’agenzia stessa”.

“Senza dimenticare – ha concluso Algozzino - il ricorso al lavoro straordinario, assolutamente necessario alla luce della mancata implementazione del personale: malgrado ciò, esso viene consentito ai dipendenti come se si trattasse di un’umiliante concessione. Se le normali condizioni di lavoro non dovessero essere ripristinate malgrado le nostre richieste i sindacati proseguiranno nella loro azione di protesta”.

Gabriele Paratore



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