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Catania, Operazione Revenge 5: stroncata rete di spaccio riconducibile al clan Cappello-Bonaccorsi. IL VIDEO

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24 nov 2015 - 07:43

CATANIA - Maxi operazione della polizia che ha stroncato un’estesa rete di spaccio messa in piedi dagli appartenenti della cosca Cappello – Bonaccorsi.

Sono ben 37 gli arresti con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e reati in materia di armi, con l’aggravante di avere agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche della citata organizzazione mafiosa ed al fine di agevolarla.

Un’organizzazione criminale che lo stesso procuratore Michelangelo Patanè non ha esitato a definire “tracotante” per le modalità con le quali era solita gestire i trasferimenti delle sostanze stupefacenti.

Ambulanza a sirene spiegate per farsi strada velocemente nel traffico cittadino e per fugare ogni sospetto.

Il piano industrioso era retto da una Onlus, la “New Città di Catania” riconducibile a Salvatore Spampinato e Antonino Cosentino, quest’ultimo gestore di un’agenzia di onoranze funebri, la R.E.T.O.F., che veniva utilizzata come base logistica per la consegna della droga.

L’organizzazione gestiva i rioni cittadini di San Cristoforo, Monte Po e San Berillo Nuovo, oltre al territorio di Belpasso e Piano Tavola.

 

Gaetano Bellia, pregiudicato di 33 anni, Attilio Bellia, 37enne già detenuto per altri reati, Salvatore Bonaccorsi, 28 anni già detenuto, Maurizio Bonsignore, 53 anni già agli arresti domiciliari, Giuseppe Agatino Cavallaro, 41 anni già detenuto, Antonino Cosentino, 36 anni, Francesco Di Mauro, 32 anni, Alfio Fassari, 50 anni già detenuto, Luciano Guzzardi, 51 anni detto “Lucianu lavati i manu”, Tommaso Ingrassia, 35 anni, Carmelo Orazio Isaia, 27 anni già detenuto, Gaetano Lo Giudice, 56 anni, Dario Santo Privitera, 35 anni, Domenico Privitera, 43 anni detto “u Stunnu” già detenuto, Carmelo Ruscica, 36 anni già agli arresti domiciliari, Fabio Reale, 48 anni detto “Fabrizio” sorvegliato speciale, Salvatore Rinaudo, 34 anni, Alfio Sanfilippo, 49 anni detto “Alfiu ‘u carruzzeri” sorvegliato speciale, Carmelo Sicali, 49 anni, Massimo Squillaci, 35 anni detto “Mattiddina” già agli arresti domiciliari, Nicolò Roberto Natale Squillaci, 45 anni anch’egli detto “Mattiddina”, già detenuto, Sebastiano Sozzi, 33 anni, Alessandro Strano, 41 anni già detenuto, Claudio Strano, 38 anni già agli arresti domiciliari, Marco Strano, 33 anni già agli arresti domiciliari, Gabriele Torrisi, 28 anni, Francesco Belluardo, 48 anni per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari insieme a Filippo Buzza, 41 anni, Gregorio Luminario, 38 anni, Ferdinando Mazzullo, 31 anni, Rosario Noè, 24 anni, Antonio Santo Riela, 56 anni, Sebastiano Romeo, 53 anni detto “Iano pastina”, Salvatore Spampinato, 38 anni e Massimiliano Ventura di 44 anni.

Operazione Revenge

Questi i nomi dei soggetti appartenenti alla cosca Cappello-Bonaccorsi, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione, spaccio e reati in materia di detenzione illegale di armi.

Tra le persone incriminate compaiono anche i nomi di alcuni soggetti di spicco della cosca Santapaola-Ercolano come Salvatore Bonaccorsi, Gaetano e Sebastiano Lo Giudice, i fratelli Alessandro, Claudio e Marco Strano nonché i fratelli “Mattiddina”, Nicolò Roberto e Massimo Squillaci.

Espletate le formalità di rito, i soggetti sono stati trasportati nelle carceri di Bicocca e Piazza Lanza.

Marco Bua



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