Sanità

Catania, 214 ausiliari sanitari senza soldi da tre mesi. “Siamo stanchi”

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8 ott 2014 - 14:17

CATANIA – “Dopo 13 anni di servizio trovarsi senza un euro in tasca non è giusto”. Sono stanchi e arrabbiati i 214 dipendenti della Tecnoservice Srl, ditta che gestisce i servizi socio assistenziali sanitari presso l’azienda ospedaliera “Policlinico-Vittorio Emanuele”. Da tre mesi lavorano senza stipendio. “Viviamo alla giornata. Ma tra affitto e bollette, come facciamo?”.

Dopo dieci giorni di sit-in negli spazi antistanti il padiglione Uno al Policlinico gli operatori in blocco stamattina hanno raggiunto la prefettura. Il motivo? Un vertice tra sindacati, Usb e Uil Tucs, rappresentanti del Policlinico, della Tecnoservice, ma anche di Equitalia.

“Equitalia ha pignorato le somme disponibili per il pagamento degli stipendi ai lavoratori per debiti contratti da Tecnoservice - spiega Corrado Tabbita Siena, segretario regionale Usb - gli ausiliari vantano tre mensilità arretrate e non ci sono prospettive neppure per il futuro”.

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Intanto gli ausiliari in attesa sotto Palazzo Minoriti: Noi siamo la base del Policlinico, il braccio destro degli infermieri - ci dice uno di loro - se ci fermiamo noi si ferma tutto. Noi faremo di tutto per difendere quello che è un nostro diritto, prendere lo stipendio a fine mese. È da luglio che non veniamo pagati. Eppure continuiamo a garantire il servizio ai pazienti”.

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Restando in tema sanità, stamattina Stefano Passarello, segretario provinciale Uil Fpl, ha puntato il dito contro le criticità della Seus Spa 118. 

“C’è un problema di gestione del personale per nulla in linea con le prerogative contrattuali e le esigenze dei lavoratori e dell’utenza - ha detto il sindacalista -. Inoltre la mancanza di progettualità determina l’assenza di quadri intermedi, generando incertezze sulle gerarchie e sui compiti del personale”.

È da più di un anno - continua - che denunciamo la situazione, l’organizzazione del lavoro che si deve svolgere ogni giorno non funziona. Il 118 rappresenta un salva-vita per i cittadini e i problemi irrisolti potrebbero avere conseguenze per l’utenza”. 

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Mariangela Scandurra



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