Inchiesta

Catania, oltre 200 bici semidistrutte: costarono un milione di euro!

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6 ott 2014 - 06:30

CATANIA – Ci sono ma nessuno le vede. È il loro fantasma ad aggirarsi per le vie della città e non aspetta altro di incontrare i responsabili di questo scempio per “dirgliene quattro”.

Per spiegare loro che della promozione della mobilità ciclistica fatta senza bici a Catania non gliene frega proprio niente a nessuno.

E intanto le vedi lì, poverine… nei cortili delle 22 scuole coinvolte nel progetto di bike sharing, tutte sgangherate: fra la ruggine e il deterioramento fisico, agonizzano.

Ora vi raccontiamo la loro favola non a lieto fine.

C’era una volta… nel 2009 un progetto noto ai comuni mortali come “Scuola in bici”. Il Comune di Catania, la Provincia regionale e l’Ufficio scolastico provinciale siglarono un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che ci mise di tasca oltre un milione di euro di finanziamento sottraendolo al Fondo per la mobilità sostenibile istituito dalla Finanziaria 2007.

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Erano tutti contenti e felici, elargivano sorrisi a destra a manca sponsorizzando con orgoglio ed entusiasmo quanto sarebbe dovuto partire di lì a poco.

Figurarsi che nella giornata nazionale della bicicletta del 9 maggio 2010 con grande trionfalismo non si parlò di altro in città: anche Catania voleva diventare una metropoli civile e migliorare la qualità della propria aria distribuendo alle scuole 264 biciclette divise fra quelle a pedalata assistita e quella personalizzata.

Ogni istituto superiore ne avrebbe ricevute dodici e a poterle utilizzare erano docenti, personale ATA e studenti che, muniti di una smartcard e un lucchetto al momento della richiesta, potevano usarle per un massimo di cinque giorni.

E dopo una specifica attività formativa con seminari che avrebbero spiegato le finalità del progetto si potevano aprire le danze per “ottimizzare, incentivare e qualificare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto casa-scuola per il miglioramento della qualità dell’aria nelle aree urbane e per il potenziamento del trasporto pubblico” si legge nel regolamento. Il progetto non faceva una piega e sembrava tutto bellissimo.

Così passarono gli anni, dal 2009 al 2014, ben cinque di anni. E il magnifico progetto a che punto è?

Bene, ve lo diciamo noi che abbiamo fatto un giro per le scuole: non è mai partito. Le biciclette ci sono ma senza manubri, senza sellini, per non parlare dei pedali.

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E questi soldi come sono stati spesi? È servito oltre un milione di euro per comprare 264 biciclette?

Facciamo dei conti rapidi: consideriamo che su 12 bici, 4 erano a pedalata assistita e 8 personalizzata.

Quelle elettriche costano di più e volendoci tenere larghi arrivano circa a 2.500 euro. Su Catania ne sono state acquistate più o meno 88 quindi volendo immaginare che siano state acquistate biciclette fra le migliori sul mercato, avranno speso sulle duecentomila euro.

Passando alle altre 176 a pedalata personalizzata che possono essere acquistate anche con 300 euro e quindi con una spesa globale di 52.000 euro: è chiaro che qualcosa non torna.

Noi ci vogliamo vedere chiaro e non siamo gli unici, quindi continueremo a scavare per capire come sono andati i fatti.

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Giorgia Mosca



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