Carabinieri

Castrofilippo: arrestato ex direttore dell’ufficio postale per truffa

intervento carabinieri repertorio
11 mar 2017 - 18:15

CASTROFILIPPO - Oggi i Carabinieri della Stazione di Castrofilippo, dipendente dalla Compagnia CC di Canicattì, si sono recati ad Agrigento zona via Manzoni dove hanno tratto in arresto D.R.V. 56 enne in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla p.g. emessa dall’ufficio GIP del Tribunale di Agrigento, per i reati di truffa aggravata e continuata, per aver agito per motivi di lucro, violato i doveri inerenti ad un pubblico servizio, commesso il fatto con abuso di relazioni di ufficio.

Le indagini condotte dai Carabinieri sono scattate grazie alla segnalazione del fraud management (gestione frodi) delle poste italiane di Catania, con la quale si informava l’arma della sospensione cautelare del direttore dell’ufficio postale, per un ammanco di euro 51.000 circa (dalla cassa del direttore 23 mila circa e dal Postamat 27 mila). Gli accertamenti permettevano ai Carabinieri di accertare che il direttore dal marzo 2015 al maggio 2016, carpendo la fiducia di alcuni clienti, sottraeva l’ulteriore somma complessiva di circa 180 mila euro ad un vedovo pensionato, di  83 anni,  50 mila euro ad una vedova, pensionata, 89enne, 17 mila euro a una casalinga, 60enne, 9 mila euro circa a una pensionata, 61 enne, 30 mila euro a due eredi, facendosi consegnare i documenti relativi alla chiusura dei conti dei defunti genitori definiti “inoperosi” ed infine 8 mila euro ad altri due anziani.

In sede di contestazioni l’allora indagato ammise le proprie responsabilità riferendo di aver sottratto i “soli51 mila euro dall’ufficio per aiutare un amico in difficoltà senza fare il minimo accenno alla gestione dei libretti di alcuni clienti. Grazie alle indagini ed alle molteplici escussioni dei vari clienti, che saputa la notizia della sospensione del direttore non trovandosi più alcun documento tra le mani, si recavano nella stazione locale dei CC increduli che il loro “amico” direttore potesse aver tradito la loro fiducia.

Alcuni accessi nell’abitazione e nell’ufficio del direttore permettevano di recuperare vari libretti personali nonché copia dei documenti personali dei contraenti, in alcuni casi anche carte di credito con relativo PIN.

Contestualmente all’arresto è stato notificato al soggetto un decreto con il quale il Tribunale dispone il sequestro preventivo, in funzione di successiva confisca, delle somme di denaro depositate in conti correnti intestati o cointestati al reo, nonché di eventuali investimenti in titoli, obbligazioni o altre forme d’investimento, sino al raggiungimento della somma di euro 200 mila a copertura delle somme da restituire.

In via subordinata il sequestro anche di beni mobili intestati all’indagato fino ad un massimo di 50 mila euro. Sono tutt’ora in corso accertamenti da parte del Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento, opportunamente delegata dall’A.G. (Autorità Giudiziaria) per la sua competenza specifica, in supporto all’Arma dei Carabinieri che ha condotto le indagini, per verificare tutti i movimenti in entrata ed in uscita (versamenti e prelievi), saldi, giacenze, e di accedere al deposito titoli ed eventuali cassette di sicurezza dell’ex direttore. Lo stesso in attesa delle ulteriori decisioni dell’A.G. dovrà rispettare la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G. (Polizia Giudiziaria), ovvero alcuni giorni a settimana ad orari prestabiliti dovrà presentarsi per apporre la propria firma al Comando CC competente.

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Redazione NewSicilia



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