Accordo

Castellammare: registrato contratto d’appalto per lavori al porto

porto3 (repertorio)
24 giu 2016 - 18:08

CASTELLAMMARE - È stato registrato alla Corte dei Conti, come dichiarato dall’assessorato regionale alle infrastrutture, il contratto d’appalto per il secondo stralcio di completamento dei lavori al porto e l’assessorato regionale alle Infrastrutture.

“Un ultimo passaggio – afferma il sindaco di Castellammare, Nicolò Coppola – e i lavori del secondo stralcio potranno essere avviati. L’iter ha seguito adesso il percorso previsto. Voglio essere cauto in considerazione di vari rallentamenti legati prima all’aggiudicazione poi alla sostituzione del precedente rup, andato in pensione, e altre lentezze burocratiche; ma ritengo che dopo l’estate il cantiere per questo stralcio di completamento possa partire”.

Manca l’ultimo passaggio perché si possa procedere all’apertura del cantiere di questo secondo stralcio di lavori e il dirigente generale dell’assessorato regionale delle Infrastrutture, Fulvio Bellomo, e il dirigente del servizio, Carmen Lo Cascio, hanno comunicato l’associazione temporanea di imprese che eseguirà i lavori. Finanziati con circa quindici milioni di euro, i lavori saranno effettuati dall’associazione temporanea d’imprese Sics.

“Abbiamo immediatamente inviato il progetto esecutivo, già pronto da tempo, per la registrazione alla Corte dei Conti. Poi potrà avvenire la consegna dei lavori. Proprio in questi giorni i tecnici della Regione hanno rimesso piede nel cantiere fermo da sei anni per verificarne le condizioni, predisporre la perizia e successivamente la gara per circa dieci milioni di euro di lavori rimanenti. Procedere con un nuovo appalto e sciogliere il contratto con la Kostruttiva era l’unica strada possibile. Lo avevo già accennato in precedenza, in più circostanze e note, poiché era chiaro che incontro dopo incontro, non si riusciva ad arrivare ad una soluzione condivisa. Fatti e vicende recenti – conclude il sindaco - dimostrano che la ripresa dei lavori era praticamente gravata da situazioni, amministrative e non, che non la rendevano possibile nonostante le nostre continue pressioni a causa dei danni a quanto già realizzato”.

Clelia Mulà



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