Università

Caso Torrisi, il rettore Pignataro: “Ci costituiremo parte civile”

Pignataro
25 giu 2015 - 10:40

CATANIA - Stamattina la notizia della sospensione del dipendente Santo Torrisi che chiedeva prestazioni sessuali alle studentesse in cambio di una carriera universitaria “serena”, adesso la precisazione del rettore Giacomo Pignataro che ha affermato: “Precisiamo che Torrisi non è un docente, bensì un dipendente dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Vittorio Emanuele, che all’epoca dei fatti contestati era impegnato in qualità di coordinatore del tirocinio in un corso di laurea delle Professioni sanitarie. Tale attività è stata immediatamente interrotta dal momento in cui l’Ateneo ha ricevuto la segnalazione di avvio delle indagini”.

Continua la nota: “L’università di Catania si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario che scaturirà dalle indagini. Vicende di questo genere creano un gravissimo danno all’Ateneo come istituzione, screditando il lavoro di migliaia di altre persone che invece operano quotidianamente con impegno e serietà per trasferire conoscenze, competenze e valori ai giovani”.

Il rettore invita, inoltre, tutte le studentesse e gli studenti a segnalare prontamente casi analoghi anche attraverso il Comitato Unico di Garanzia che ha gli strumenti per intervenire a tutela del benessere di chiunque vive ed opera nell’Ateneo.

“Se le gravissime accuse verranno accertate, non possiamo che esprimere la massima riprovazione e la più ferma condanna per questo genere di comportamenti che, ancor prima dei rilevanti aspetti penali, mai dovrebbero sussistere in chi svolge una missione così importante come l’insegnamento”.

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Redazione NewSicilia



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