Lettera

Caso di stupro a Taormina. L’accusato si difende

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29 ott 2016 - 17:02

TAORMINA – I riflettori sono ancora puntati sul “presunto” caso di stupro avvenuto giorno 29 luglio a Taormina.

Giuliano Salpietro, 29enne, era stato ritenuto responsabile di violenza sessuale nei confronti di una ragazza di 23 anni.

Il giovane era stato sottoposto agli arresti domiciliari ma per mancanza di prove certe è stato rilasciato e ora ha deciso di dire la sua a proposito dell’accaduto.

Noi di Newsicilia.it riportiamo testualmente ciò che ha scritto l’indagato:

“Io sottoscritto Salpietro Giuliano Domenico Emanuele, nato a Paternò (CT) il 19/04/1987 ed ivi residente in Via V. Monti n° 11, ‘indagato’ come in atti nel procedimento penale n° 5971/2016 R.G. N.R. pendente dinnanzi alla Procura della Repubblica del Tribunale di Messina, nell’ambito del quale sono stato sottoposto alla misura cautelare coercitiva degli arresti domiciliari, con ordinanza notificatami in data 21/09/2016.                                                           Nella mattinata del 22/09/2016, constatavo, con mia grande amarezza, la pubblicazione su diversi quotidiani on line e su carta stampata, la notizia del mio arresto, con tanto di indicazione analitica dei miei dati anagrafici (nonostante il sottoscritto sia persona assolutamente ‘incensurata’ e la questione sia ancora oggetto di verifica processuale), dei reati in contestazione nonché di tutta una serie di dettagli inquietanti di questa triste vicenda.             Non riesco proprio a capire chi abbia potuto dare l’input (o, peggio ancora l’autorizzazione) alla divulgazione della notizia, che se da un lato poteva obbedire ad un sacrosanto diritto di cronaca (garantito comunque se ci si fosse limitati a pubblicare se del caso le sole iniziali dell’indagato) dall’altro però non avrebbe potuto e dovuto divulgare così serenamente i dati personali del sottoscritto. Ma tornando alla vicenda processuale che mi riguarda, il sottoscritto si è subito attivato, con l’ausilio tecnico degli avvocati Salvatore Asero Milazzo e Alfio Domenico Leanza nonché del medico legale prof. Orazio Cascio, proponendo istanza di Riesame al Tribunale di Messina; il giorno successivo, veniva emesso il dispositivo del provvedimento che, annullando l’ordinanza di custodia cautelare, disponeva la mia ‘immediata’ scarcerazione. Ho atteso che venissero depositate le motivazioni, cosa avvenuta in data 27/10/2016 (e che per mera comodità espositiva allego alla presente richiesta, con preghiera di salvaguardare nomi e circostanze dei soggetti coinvolti) per verificare che l’annullamento verte appunto sulla ‘carenza della gravità indiziaria’. Con la presente, pertanto, si chiede alla redazione che vogliate pubblicare la presente rettifica, con la stessa enfasi che è stata data alla notizia del mio arresto e con la specificazione dell’esito del procedimento cautelare che ha disposto la mia immediata scarcerazione per ‘carenza della gravità indiziaria’, anche per ridare dignità ad una persona che, a causa della divulgazione della notizia, dal punto di vista umano, famigliare e lavorativo, ha già pagato un caro prezzo (basti cliccare il mio nome sul motore di ricerca GOOGLE, per verificare, amaramente, tutta la sfilza di interminabili pubblicazioni che celebrano il mio arresto, per non dire che la stessa Farmacia nella quale stavo iniziando a lavorare, non appena saputa la notizia, ha immediatamente provveduto a licenziarmi)”.

Salpietro Giuliano

Redazione NewSicilia



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