Tragedia
 

Adele Puglisi a Catania, in municipio la camera ardente

7 lug 2016 - 19:00

CATANIA - Oggi l’ultimo viaggio di Adele Puglisi. Sul carro funebre partito da Roma in mattinata la salma della manager di Artsana, una delle nove vittime italiane della ferocia dell’Isis nel ristorante di Dacca nel Bangladesh, è arrivata a Catania.

Al casello di San Gregorio una piccola folla di parenti e amici della donna, si è radunata per accoglierla. C’era anche il sindaco Enzo Bianco che ha peraltro disposto l’immediato trasferimento della salma a Palazzo degli Elefanti dove è stata allestita una camera ardente.

Qui il corpo di Adele Puglisi rimarrà fino al giorno dei funerali, sabato in cattedrale. E nel palazzo comunale i cittadini che lo vorranno potranno porgere l’estremo saluto alla donna, deporre un fiore, far scorrere quelle lacrime che in situazioni del genere è impossibile trattenere.

Ad accogliere Adele Puglisi naturalmente il fratello e una piccola rappresentanza di cittadini di Santa Croce Camerina, il piccolo paese in provincia di Ragusa nel quale Adele Puglisi era nata 54 anni fa. 

Adele Puglisi è la prima vittima siciliana dell’Isis. Nel ristorante di Dacca del quale era abituale frequentatrice, alla Puglisi, così come alle altre vittime della strage, i terroristi avevano chiesto di recitare versetti del Corano. In premio avrebbe avuto risparmiata la vita. Ma la Puglisi non ha saputo recitarli e così è stata uccisa. Senza pietà e rispetto per una persona che peraltro si era apertamente schierata contro il giornale “Libero”, dopo le stragi di Parigi, che aveva titolato “Bastardi islamici”. Adele Puglisi aveva postato su Facebook la sua critica.

Sulla strage al ristorante di Dacca oggi alla Camera dei deputati ha riferito il ministro Gentiloni. Il rappresentante del governo ha confermato le terribili modalità dell’attacco e le ancora più terribili modalità delle esecuzioni di cui i nostri connazionali sono stati vittime. Torturati dai terroristi prima di essere uccisi, costretti a una lunga agonia di sofferenza fisica e angoscia.

Dunque da oggi Adele Puglisi è nella sua Catania dove contava di tornare per trascorrere nella sua casa al Fortino qualche settimana estiva prima di ripartire per il Bangladesh. Se avesse prenotato il viaggio uno e due giorni prima oggi sarebbe viva e vegeta con i suoi amici e la sua gente. Ma così purtroppo non è stato e oggi si può solo imprecare ad un destino cieco e crudele.

Gigi Macchi