Indagini

Caso Scoglitti: l’Associazione nazionale magistrati difende la scelta del pm

Scoglitti
23 ago 2016 - 13:38

SCOGLITTI - Accuse e polemiche mediatiche piovono senza tregua sul pm Giulia Bisello, in seguito alla decisione di non confermare il fermo e di denunciare in stato di libertà l’indiano accusato del tentativo di rapimento della bambina di 5 anni.

Ma l’associazione nazionale magistrati non ci sta e scende in campo in difesa del pm, stigmatizzando gli attacchi alla collega e dichiarandoli “inaccettabili“:

Si tratta di attacchi frutto di un approccio superficiale agli accadimenti – sottolinea l’Anm – determinato dalla non conoscenza degli atti e dei presupposti di legge che hanno portato alle scelte della collega, e che hanno come unica conseguenza quella di non consentire ai magistrati della Procura di Ragusa di svolgere il proprio compito nel giusto clima di serenità“.

L’associazione non entra nel merito della vicenda, “i cui contorni saranno accertati nel corso del procedimento penale da parte della Procura di Ragusa“, ma tiene a esprimere solidarietà al pm, che sta procedendo “secondo legge“.

Già questa mattina il capo della procura di Ragusa, Carmelo Petralia, aveva rilasciato un’intervista per chiarire la decisione della Bisello, fornendo questa spiegazione:

Il reato per cui si può procedere è il tentato sequestro di persona, reato aggravato perché in danno di minore. Un reato che prevede una pena da 1 a 10 anni. Ma per chiedere una convalida del fermo eseguito dalla polizia la pena minima deve essere per legge di 2 anni. Qui siamo al di sotto della soglia minima. Ecco perché non abbiamo decretato il fermo. Non si può. E se lo chiedessimo il Gip lo rigetterebbe“. 

Ma le polemiche non si placano e le parole della madre della piccola bimba impazzano sul web: “Questa legge mi fa vomitare“.

Nulla contro i magistrati, dunque, ma contro una legge che, agli occhi di molti, appare profondamente ingiusta. 

Daniela Torrisi



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