Processo

Caso Raciti: oggi in aula lo Stato contro Antonino Speziale

processo micale
7 lug 2015 - 18:03

CATANIA - Si è tenuta stamattina la prima udienza del processo Raciti; al dibattimento erano ovviamente presenti gli imputati, Antonino Speziale e Daniele Natale Micale, accusati di aver ucciso Filippo Raciti, agente di polizia.

Giuseppe Lipera, legale di Speziale, ha chiamato al banco dei testimoni Marisa Grasso, vedova dell’ispettore di polizia; la donna ha dichiarato occasione di aver ricevuto dalle amministrazioni dello Stato centinaia di migliaia di euro (330.192,18 euro complessivi tra danni patrimoniali e non) che l’accusa chiede ora in restituzione agli imputati nonché agli Ultras.

Anche in questa occasione Antonino Speziale si è dichiarato totalmente estraneo ai sanguinosi fatti del 2007; giungono ovviamente a suo sostegno le parole del legale Lipera, il quale afferma: “Le immagini non hanno ripreso il momento del presunto impatto del sottolavabo tenuto dallo Speziale ed il corpo dell’Ispettore Raciti. Tale carenza non è addebitabile alle telecamere presenti, ma alla circostanza oggettiva che il contatto non c’è mai stato e quindi nulla vi era da riprendere. La circostanza è stata inconfutabilmente sostenuta anche dai testimoni escussi nel processo penale, ed in particolare da tutti quei soggetti appartenenti alle forze dell’ordine che si trovavano nella squadra di Raciti“. 

L’avvocato dell’imputato ha tra l’altro contestato le richieste dell’accusa giudicandole “inammissibili, improponibili, nonché infondate sia in fatto che in diritto. Le parti attrici si sono riportate ai fatti per come risultano dagli atti del processo penale, confondendo la posizione del Micale con quella dello Speziale, che invece meritano di essere valutate separatamente, se non altro per la imprescindibile ragione, processuale e di riflesso anche sostanziale, che l’odierno convenuto era minorenne all’epoca dei fatti e pertanto nei di lui confronti la sentenza penale invocata dall’Amministrazione dello Stato non può fare stato nel presente giudizio“.  In sostanza quindi la difesa contesterebbe le misure sin qui adottate dalla magistratura che, nel corso dei precedenti dibattimenti, avrebbe equiparato le posizioni, nonché le colpe dei due imputati tenendo in scarsa considerazione l’età di Antonino Speziale, all’epoca dei fatti ancora minorenne. 

Intanto Nicolò Crascì, il giudice chiamato a presiedere il procedimento, ha autorizzato l’avvocato Giuseppe Lipera a chiamare nuovamente a testimoniare la vedova Raciti. La data fissata per la prossima udienza è quella del 4 dicembre del 2015; in quell’occasione, diversamente da quanto sinora ritenuto opportuno dalla difesa di Daniele Natale Micale, Marisa Grasso si costituirà in giudizio.

L’agente Filippo Raciti morì il 2 febbraio del 2007 nel tentativo di domare i disordini verificatisi all’esterno dello Stadio Cibali in concomitanza con il derby Catania – Palermo. L’uomo venne colpito da un lavello che, in modo non proprio chiarissimo, finì nelle mani di alcuni Ultras che lo usarono per attaccare il poliziotto. Sin da subito, nonostante una certa discordanza delle prove indiziarie, si ritennero colpevoli Speziale e Micale.

L’autopsia, l’ha ricordato in dibattimento l’avvocato Lipera (“La diagnosi del medico di turno all’Ospedale Garibaldi fu la seguente “Arresto cardio-respiratorio dopo barotrauma” e causa del ferimento venne ritenuta l’esplosione di una bomba carta che in effetti brillò proprio sotto il blindato dal quale poco prima l’Ispettore e i suoi uomini, tranne l’autista Lazzaro, erano scesi“.) ha rivelato in effetti che Filippo Raciti morì a seguito dei danni riportati al fegato. Gli stessi, probabilmente, vennero prodotti dall’esplosione di una bomba carta

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Valentina Idonea



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Un pensiero su “Caso Raciti: oggi in aula lo Stato contro Antonino Speziale

  1. Sabrina

    Spero vivamente che l’Ispettore Raciti abbia la giustizia che si merita. E che quei Soggetti marciscano in galera!perché quelli sono i Soggetti e nn i Poliziotti. Tutta la mia solidarietà alla Signora Marisa che deve solo essere Fiera di avere avuto accanto anche se per poco, un Eroe che nn ha esitato a dare la sua vita per questo Stato che nn tutela le Forze dell’Ordine!!!!

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