Protesta

Caso Myrmex: l’azienda messa in vendita sul web per 9 milioni

presa da: catania.blogsicilia.it
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10 feb 2016 - 08:28

CATANIA - Dopo le grandi polemiche che si sono abbattute sulla Myrmex, è di queste ore la notizia che  l’intero centro di ricerca sia stato messo in vendita su un sito di un’agenzia immobiliare al prezzo di 9 milioni di euro.

La notizia ha lasciato sbalorditi i lavoratori licenziati dalla società stessa che da lunedì presidiano i cancelli dello stabilimento alla zona industriale e che adesso vedono contrapposta la loro proposta, in campo da mesi, che prevede la vendita dell’azienda allo stesso Ente o ad un’altra realtà da esso designato, al prezzo di un euro ad una vendita “a caro prezzo”, che avverrebbe proprio ora che la Myrmex si ritrova svuotata dai ricercatori.

 “Il clima di tensione è in aumento; ogni giorno che passa è uno schiaffo alla volontà di salvare posti di lavoro e laboratorio. La Myrmex ora è in vendita ad un prezzo ben preciso; scelta che non ci è stata comunicata da chi ha messo in atto l’operazione di offerta, ma che tutti possono verificare con un semplice clic su Internet.”

Questo è quanto affermato dal segretario generale della Camera del lavoro, Giacomo Rota, e dalla segretaria confederale della Cgil Margherita Patti e dal segretario generale della Filctem Cgil Catania, Peppe D’Aquila.

Questo deve far riflettere – continuano –  sulle reali intenzioni che spingono la proprietà a fare alcune scelte anziché altre. A tal proposito, ci sembra che la visita di oggi dei rappresentanti del Cnr, a licenziamenti definitivamente avvenuti, sia un fatto particolarmente degno di nota. Sarebbe questo il “progetto segreto” di cui Calvi ha riferito alla stampa locale in queste ore?

“Se così fosse, – sottolineano – sarebbe la prova che quanto denunciato da mesi da sindacato e lavoratori corrisponde a verità: sulla Myrmex ci sarebbe, sino alla fine, una speculazione finanziaria e non certo un’operazione di rilancio imprenditoriale. Ricordiamo inoltre all’amministratore delegato, che la Regione Sicilia non “promette” finanziamenti, anche perché la delibera regionale si appoggia ad uno strumento, ossia il “contratto di sviluppo settoriale”.

“In parole povere, solo dietro un progetto con particolari caratteristiche di ricerca sarebbe stato possibile ottenere milioni di finanziamento. Caratteristiche che, evidentemente, non sussistevano nel progetto della società. Ci turba, infine, che da parte di Calvi vengano adottati toni partecipativi al futuro dei lavoratori e dell’impresa stessa. Se ci fosse stata una reale volontà di sfruttare al massimo l’apporto dei ricercatori a tempo debito, non sarebbero mancati né occasioni, né progetti. Invece – concludono - il tempo è trascorso invano.”

Intanto continua sui social la campagna di lotta dei lavoratori contraddistinta dall’hashtag #LaMyrmexènostra

Redazione NewSicilia



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