Antimafia

Caso Montante, oggi al Riesame: sotto osservazione le relazioni “pericolose”

Antonello Montante
Antonello Montante
11 feb 2016 - 12:01

CALTANISSETTA - Oggi Antonello Montante e la sua difesa salgono in cattedra dopo le perquisizioni dei giorni scorsi nelle aziende e nelle abitazioni del presidente di Confindustria Sicilia. Il Riesame di Caltanissetta valuterà il ricorso della difesa del presidente degli industriali in merito al recente sequestro di carte e documenti.

L’ipotesi di reato che ha fatto scattare l’avviso di garanzia nei confronti di Montante è molto pesante: concorso esterno in associazione mafiosa. Per questa ragione i procuratori aggiunti di Caltanissetta Lia Sava e Gabriele Paci, e il sostituto Stefano Luciani hanno disposto le perquisizioni nelle società di Montante e nelle sue abitazioni.

Montante – secondo le accuse – si sarebbe messo a disposizione di Paolino e Vincenzo Arnone (esponenti del mandamento mafioso di Serradifalco) con le proprie attività ottenendo lavori e commesse in cambio di assunzioni.

Il tutto inoltre avrebbe garantito “tranquillità” a Montante al riparo da richieste di estorsione. Sono le voci di quattro pentiti che accusano l’industriale (Pietro Riggio, Aldo Riggi, Salvatore Dario Di Francesco e Carmelo Barbieri).

Inoltre i pm vogliono far luce su un episodio con protagonisti Montante e Massimo Romano (imprenditore della gdo): il presidente di Confidustria gli avrebbe chiesto di cambiare diverse migliaia di euro in banconote di piccolo taglio.

Come ha rivelato il quotidiano La Repubblica a casa di Montante è stato ritrovato un immenso archivio dove sono raccolti 20 anni di storia e di rapporti con le più alte istituzioni. 

Il tutto nascosto in una sorta di bunker in una parete segreta con anche diverse armi detenute legalmente. Sono spuntante diverse corrispondenze con istituzioni e un elenco delle sue biciclette – di cui è produttore – regalate a esponenti del mondo politico e delle istituzioni.

La procura di Caltanissetta però ha precisato che non sono state rinvenute carpette intestati a Lia Sava (procuratore aggiunto) “ma solo una e-mail tra la dottoressa Sava e la dottoressa Linda Vancheri (ex assessore regionale alle Attività produttive), avente ad oggetto un convegno in materia di anticorruzione del mese di aprile 2013″.

“Con riguardo alle carpette – prosegue la nota – con intestazione ‘Scarpinato/Lari’ (rispettivamente ex Procuratore Generale ed ex Procuratore di Caltanissetta, ndr) si tratta di diverse e-mail aventi ad oggetto convegni, raccolte di articoli di stampa ed una planimetria. Del resto, è stato rinvenuto materiale, del medesimo tenore, relativo anche ad altri magistrati, uomini politici e appartenenti a Forze dell’Ordine”.

La difesa di Montante – come racconta La Sicilia – sta puntando sulla presentazioni di diversi atti pubblici e non che attesterebbero la condotta legalitaria del leader di Confindustria e anche la volontà di convincere Vincenzo Arnone a collaborare. 

Andrea Sessa



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