Salute

Caso meningite: i numeri non preoccupano. L’esperto: “Precauzione solo per chi è a stretto contatto”

reparto ospedale
28 dic 2015 - 13:37

CATANIA - Facciamo subito chiarezza. Come dicono i medici, non c’è alcun rischio e nessun allarmismo. Il caso di meningite riscontrato qualche giorno fa all’ospedale Vittorio Emanuele di Catania non deve creare nessuna paura.

Ma si può stare tranquilli sulle misure precauzionali prese? Potremmo rispondere di “sì”. Almeno secondo quanto spiegato dalla dottoressa Stefania Salmaso dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma: “La meningite da meningococco si trasmette per via aerea, ma le uniche persone realmente a rischio sono quelle che sono state a stretto contatto con chi ha contratto la malattia nel periodo in cui questi e’ contagioso. Quindi persone conviventi o personale sanitario durante manovre ad esempio di rianimazione. O, nel caso dei più piccoli, un compagno di banco, per esempio. In genere I piu’ colpiti dalla malattia meningococcica sono I bambini e gli adolescenti e per questo le vaccinazioni sono offerte primariamente a loro. Il caso segnalato recentemente in Sicilia e’ invece un adulto. “.

L’unica cosa che può sembrare strana è che, nel caso dei giorni scorsi, sia stato colpito un adulto. Questa malattia, infatti, si riscontra principalmente nei bambini e negli adolescenti: “Normalmente - spiega la Salmaso - vengono colpiti i più piccoli. Anche se, ormai, il fenomeno è molto ridotto grazie alle vaccinazioni”.

Ma, cosa fare in questi casi? “Innanzi tutto bisogna capire se si tratta di meningococco di tipo B o C, perché i trattamenti sono diversi. Una volta che si dà un “nome e un cognome” al batterio si può procedere con la cura più idonea”.

Sia chiaro, come viene fatto notare, che gran parte della popolazione è portatrice di questo germe nel naso e nella faringe. Quindi, sono due i casi in cui ci si può ammalare: “La situazione può degenerare o per la troppa aggressività del batterio, oppure per una particolare suscettibilità della persona”.

Le conseguenze gravi, invece, sono molto limitate: “Normalmente è una malattia che, se curata tempestivamente, non arreca gravi danni. Fatta eccezione per alcune circostanze. Ma si tratta di una fetta molto piccola della popolazione e dei casi analizzati”. Le conseguenze gravi, invece, sono nell’ordine del 15% dei casi:

“La malattia deve essere curata tempestivamente per minimizzare I danni. E comunque e’ bene ricordare che non e’ mai raccomandabile l’utilizzo indiscriminato di antibiotici se non prescritti dal medico”.

Per quanto riguarda le persone più vicine al malato, invece, esiste una particolare profilassi da seguire. A spiegarlo è il primario di Malattie Infettive del Cannizzaro di Catania Pietro Di Gregorio: “Si tratta di procedure definite da molto tempo. Si tratta di tre cure antibiotiche diverse. La prima a base di ciprofloxacina, l’altra di ceftriaxona e l’ultima di rifampicina. Il problema è che la prima non può essere somministrata ai più piccoli”.

Per concludere, quindi, la meningite è una malattia che si presenta su tutto il territorio nazionale e che non è legata necessariamente a fenomeni esterni come quello dell’immigrazione. In base ad alcuni dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità, fino ad agosto 2015 si sono registrati solo 8 casi di infezione in Sicilia. Mentre in tutto il 2014 solo 10. Numeri che non rappresentano alcuna preoccupazione, soprattutto se messi a confronto con altre regioni.

Andrea Lo Giudice



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