Deontologia

Caso Loris, presidente Ordine avvocati Assenza: “Basta processi mediatici!”

Indagini Loris
26 nov 2015 - 17:38

RAGUSA - La spettacolarizzazione di vicende drammatiche è ormai una piaga del sistema dell’informazione.

Nel caso della morte del piccolo Loris Stival sono emerse diverse intercettazioni in cui i parenti del bimbo contrattano comparsate televisive e interviste nelle maggiori emittenti nazionali.

Contro questo sistema ha levato la voce il presidente dell’Ordine degli avvocati di Ragusa, nonché deputato di Fi, Giorgio Assenza: “Non si può trasformare una vicenda giudiziaria, peraltro tragica, quale quella relativa alla morte del piccolo Loris, in un inverecondo spettacolo mediatico che travalica anche i limiti della decenza. La pubblicazione in alcuni giornali online del video che ritrae la Panarello, peraltro tuttora in stato di detenzione, all’interno della sua abitazione che ricostruisce l’accaduto, costituisce gravissima violazione di ogni norma e appare finalizzata solo a suscitare in un pubblico, purtroppo oramai sempre più assuefatto, una curiosità morbosa su una vicenda tragica”.

“L’incredibile spiegamento di forze dell’ordine all’interno del tribunale e nelle vie adiacentiprosegue Assenza – cui abbiamo assistito nei giorni fissati per l’udienza preliminare, sembra purtroppo rispondere anch’esso più a esigenze mediatiche che non a particolari ragioni di sicurezza o di ordine pubblico. A memoria del sottoscritto neppure i processi più delicati di criminalità organizzata, con decine e decine di imputati, certo più pericolosi della povera Veronica, hanno richiesto una così imponente e numerosa presenza di appartenenti alle forze dell’ordine. Ciò, a maggior ragione, per l’udienza del 19 novembre che già si sapeva essere di mero rinvio. Evidentemente l’imponente assembramento delle telecamere e la folta schiera di giornalisti e cameraman presenti rendeva necessaria una parata siffatta!”.

Poi Assenza ha concluso augurandosi che le prossime udienze possano svolgersi in un clima di sobria serietà come richiede la delicatezza della vicenda e che ciascuno ritrovi, a partire dagli avvocati, in questo ed in tutti i processi, il dovuto rispetto per i veri protagonisti di ogni vicenda giudiziaria: le vittime e i loro familiari da un lato, gli imputati dall’altro.

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Andrea Sessa



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