Intervista

Caso Greco: la replica del presidente dell’Ordine degli Avvocati

MANIFESTAZIONE FORENSE
21 set 2016 - 06:10

CATANIA - Il clamore suscitato dalla storia di Camillo Greco, il giovane catanese reinventatosi imprenditore a Londra dopo la laurea in Legge conseguita a Catania, ha riacceso i riflettori su una vecchia ma mai sopita querelle: la passata obbligatorietà della frequenza della scuola forense etnea, fondazione “Vincenzo Geraci”, per poter accedere all’esame di abilitazione per la professione forense

Il 5 maggio del 2015 Camillo Greco con il consigliere del Comune di Aci Catena Giuseppe Aleo aveva avanzato una mozione d’interpello al Ministero della Giustizia in merito all’iter che i giovani devono percorrere per diventare avvocato.

Dopo aver ascoltato le parole di Greco (“Mi sono battuto per il diritto di noi giovani a diventare avvocato senza pagare la scuola forense, ma adesso non posso più abilitarmi: l’ordine ha elevato tre provvedimenti disciplinari a mio carico“), NewSicilia ha interpellato il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Catania, avv. Maurizio Magnano di San Lio.

Può spiegarci il perché dei tre provvedimenti disciplinari elevati contro Greco?

I procedimenti disciplinari non li fa l’Ordine degli Avvocati. L’Ordine ha segnalato al Consiglio Distrettuale di Disciplina, che è il nostro organo disciplinare, alcuni comportamenti del dott. Greco che sono oggetto di valutazione da parte del Consiglio, un organo diverso rispetto a quello del Consiglio dell’Ordine.

Non è stato, quindi, il vostro Ordine a prendere tali provvedimenti?

Secondo quello che si legge, sembrerebbe emergere che l’Ordine ha applicato tre sanzioni disciplinari impedendogli di svolgere la nostra professione, ma non è così

Allo stato attuale i provvedimenti di cui parla Greco devono ancora essere presi o sono già in atto?

No, non ci sono provvedimenti al momento. 

Cosa pensa delle dichiarazioni rilasciate da Greco?

Sembrerebbe ci sia una nomina da parte del dott. Greco di “paladino di una battaglia” contro l’obbligatorietà del pagamento delle iscrizioni. Innanzitutto la nostra scuola di formazione è tra quelle in Italia con i costi più bassi. Dopo aver messo l’obbligatorietà, abbiamo chiesto un parere al nostro organo istituzionale, il Consiglio Nazionale Forense al Ministero, e nulla vietava che si procedesse in tal senso. Dopo la proroga dell’entrata in vigore del nuovo sistema di esami, abbiamo provveduto alla sospensione dell’obbligatorietà della scuola, e non a seguito dell’intervento del dott. Greco.

Cosa impedisce a Greco di poter svolgere la professione forense?

Ciò che gli vieta di iscriversi e sostenere gli esami, non è quello che dice il dott. Greco. Si tratta di alcuni comportamenti che ha tenuto che sono oggetto dell’attenzione della locale Procura della Repubblica. Abbiamo determinati adempimenti da svolgere che riguardano la pratica presso un avvocato e delle attestazioni che vengono inserite su un libretto di pratica forense. Queste attestazioni sono state oggetto di attenzione da parte del Consiglio dell’Ordine e sono oggetto di valutazione da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, perché pare che non abbiano riscontrato neanche la conferma da parte degli avvocati che risultano avere attestato il percorso svolto dal dott. Greco.

Quindi non è un impedimento che deriva dall’Ordine?

Il dott. Greco non ha potuto sostenere l’esame perché non aveva quei requisiti che erano proprio previsti dalla nostra legge professionale,ossia la frequenza di uno studio e l’avere svolto una determinata attività. Ovviamente in parte: in parte c’era, in parte non completava quella che era la richiesta dei requisiti da parte della legge professionaleNon possiamo rilasciare il certificato di compiuta pratica perché il dott. Greco non ha completato l’iter e non possiede tutti i requisitiTutto questo è oggetto di valutazione da parte del Consiglio dell’Ordine, vale a dire che è tutto suffragato da documentazioni che sono agli atti del nostro Consiglio.

Aurora Circià



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