Lavoro

Caso Almaviva, Tumminia: “Sei mesi di prova. Le commesse problema principale”

Giuseppe Tumminia, segretario generale Uilcom Sicilia
Giuseppe Tumminia, segretario generale Uilcom Sicilia
13 apr 2016 - 18:09

PALERMO – Ci saranno ancora 6-7 mesi di prova, poi si vedrà”. È questa la sintesi del segretario generale Uilcom Siciia Giuseppe Tumminia al termine dell’incontro di oggi al Mise tra rappresentanti sindacali, rappresentanti del governo e dirigenti dell’azienda Almaviva che ha portato ad un risultato che può essere visto positivamente.

“C’è ancora una speranza - spiega Tumminia -. Oggi le varie parti si sono riunite e noi abbiamo chiesto di ritirare i licenziamenti e di trovare alcune soluzioni per salvare migliaia di famiglie”.

Sullo sfondo di questa drammatica situazione ci sono diversi malfuzionamenti nel sistema legislativo. Secondo Tumminia, infatti, “questo settore è stato abbandonato per molti anni. E oggi ne vediamo le conseguenze. Adesso ci sono delle leggi più precise, ma bisogna tenerle in considerazione e farle applicare”.

E, in sostanza, questo è ciò che chiede Almaviva, specialmente per quanto riguarda le gare al massimo ribasso: “Da 3 o 4 anni – spiega ancora il segretario Uilcom – la ditta ha degli accordi con le committenti che, in fin dei conti, non producono alcun guadagno economico”.

A comandare i giochi, infatti, sono sempre le grandi aziende committenti. Sono i loro “incarichi” che determinano l’assegnazione del lavoro: “Se in italia un lavoratore costa 19 euro l’ora e in Albania 3 euro e se le committenti offrono sempre meno, i call center sono costretti a spostarsi altrove e a trovare nuove soluzioni per ottenere profitto. Su questo aspetto, quindi, dovrebbe intervenire anche Confindustria. Se non altro - conclude Tumminia - Almaviva è sempre stata molto chiara e non ha mai nascosto l’ipotesi di appoggiarsi fuori dall’Italia”.

Andrea Lo Giudice



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