Contraffazione

Carnevale sicuro: sequestrati 30.000 prodotti pericolosi e non conformi alla legge

Carnevale
28 feb 2017 - 08:42

PIRAINO - I finanzieri della Tenenza di Capo d’Orlando, in occasione del periodo di carnevale, hanno intensificato i controlli per contrastare il commercio dei prodotti non sicuri e sono riusciti a porre sotto sequestro oltre 30.000 articoli illeciti, denunciando una persona.

In particolare, dopo specifica attività investigativa, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno controllato un esercizio commerciale della cittadina tirrenica di Piraino, gestito da una persona di nazionalità cinese di 38 anni, al cui interno erano esposti per la vendita migliaia di prodotti di provenienza asiatica, tra cui maschere, parrucche e vestiti da destinare ai bambini per le festività carnevalesche, oltre a giocattoli e ad altri beni di consumo.

I prodotti individuati sono risultati privi della certificazione di conformità contemplata dalla normativa europea. Su molti articoli era apposta una falsa etichetta “CE” che non ne indicava l’effettiva autenticità, ma era semplicemente l’acronimo di China Export.

Gli oggetti destinati ai bambini con meno di tre anni di età erano del tutto mancanti delle previste informazioni sui materiali utilizzati nella fabbricazione, con possibili rischi per la salute e l’incolumità. Tutta la merce è stata sequestrata.

Se venduta, avrebbe potuto fruttare oltre 40.000 euro. Il titolare dell’attività commerciale è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Patti per i reati di contraffazione dei marchi e frode in commercio, che prevedono la reclusione fino a un massimo di quattro anni e pene pecuniarie fino a 35.000 euro.

Il responsabile è stato segnalato anche alla competente Camera di Commercio per l’applicazione delle previste sanzioni amministrative.

L’attività eseguita dalla Guardia di Finanza testimonia il costante impegno profuso a presidio della legalità nel delicato settore della sicurezza dei prodotti e si pone il duplice obiettivo di tutelare, da un lato, i consumatori finali, che possono trovarsi ad acquistare in modo inconsapevole prodotti non sicuri e, dall’altro, gli esercenti che operano quotidianamente nel rispetto delle leggi e che subiscono situazioni di concorrenza palesemente svantaggiose.

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Redazione NewSicilia



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