Accoglienza

Caritas: abbigliamento e donazioni private per i migranti

caritas clandestini
1 lug 2015 - 10:18

CATANIA – La Caritas Diocesana di Catania, così come promesso nei giorni scorsi, ha scelto di fornire assistenza ai tanti migranti recentemente sbarcati nella provincia provvedendo a rifornirli di nuovi capi di abbigliamento.

A seguito dello sbarco di ieri, martedì 30 giugno, la città etnea ha accolto al Palaspedini 200 clandestini di cui 21 minorenni. La Caritas ha potuto donare ai migranti ben 80 paia di scarpe, vari capi di abbigliamento e gli alimenti per la colazione. Sebbene la macchina dell’accoglienza sembri muoversi con sempre maggiore prontezza ed efficienza, Don Piero Galvano, direttore  della sede catanese dell’ente umanitario, si augura che: “nei confronti dei migranti in transito nella nostra città ci sia maggiore organizzazione nell’accoglienza“.

Anche la Caritas di Palermo ha dovuto ieri far fronte allo sbarco di un ingente numero di migranti, 647 per l’esattezza. I clandestini sono giunti in città grazie al soccorso loro prestato da una nave irlandese. Non appena arrivati al porto, ai migranti sono stati forniti dalla Caritas delle scarpe e dei viveri.

L’ente umanitario ha poi annunciato che da questo momento le prime 48 ore di permanenza all’interno di un centro di accoglienza, diversamente da quanto accadeva fino a qualche tempo fa, saranno totalmente gratuite e quindi non più a carico delle varie prefetture. Padre Sergio Mattaliano ha affermato infatti: “Anche la permanenza nei centri della Caritas fino a 48h sarà fornita gratuitamente senza alcun rimborso spese da parte della prefettura come era avvenuto precedentemente. La scelta è quella di attivarci soltanto secondo le nostre possibilità. In collaborazione con Caritas italiana abbiamo scelto di non avvalerci più di alcun rimborso pubblico. Pertanto abbiamo bisogno di tutto perché ci impegniamo nella logica della provvidenza e della piena gratuità che è quella della nostra chiesa. Mettiamo in moto tutta la macchina della solidarietà e ci appelliamo alla cittadinanza generosa fatta da volontari cristiani e non cristiani di buona volontà ma anche di realtà che a vario titolo voglio darci una mano economica o materiale“.

La Caritas quindi auspica un sempre maggiore coinvolgimento dei privati nelle operazioni di solidarietà.

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Valentina Idonea



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