Truffa

La carica dei 104: provvedimenti disciplinari a gogò

auto polizia
26 set 2014 - 17:57

AGRIGENTO - Adesso si salvi chi può, non ci saranno sconti per nessuno.

È inamovibile il provveditore agli studi di Agrigento, Raffaele Zarbo. Fa il muso duro contro il personale scolastico che è finito nel calderone della “carica dei 104″, l’inchiesta coordinata dal procuratore capo Renato Di Natale e dall’aggiunto Ignazio Fonzo.

Pioveranno provvedimenti disciplinari e amministrativi per tutti e può iniziare a tremare chi rischia anche il posto. “Si tratta di una legge, la 104, di grande civiltà – afferma Zarbo – ma l’abuso, come sempre, finisce per danneggiare chi legittimamente avrebbe diritto di usufruirne” e aggiunge “a causa dei sanitari corrotti questa gente ha giovato di privilegi che non gli spettavano, come l’assegnazione in sedi più vicine a casa, a discapito sempre dei colleghi”.

Nessuno escluso, arriva la mannaia anche per i medici coinvolti che sono stati sospesi dall’ordine a seguito della convocazione di una seduta straordinaria. Parliamo di Giuseppa Gallo specializzata in pneumologia, Giuseppe Candioto reumatologo e Antonino Scimè ortopedico, questi sono finiti tutti in carcere.

Ai domiciliari il radiologo Alfonso Russo, l’ortopedico Antonia Matina, il medico del poliambulatorio Lorenzo Greco, il presidente della commissione Asp Giuseppe Porcello e lo pneumologo Salvatore Attanasio. A subire solo un provvedimento disciplinare è stato Gianfranco Pullara, destinatario dell’obbligo di firma dal lunedì al sabato.

Scoperchiata la pentola bollente è veramente indecente ciò che è uscito fuori dalle indagini. Un giro di collusioni e compromessi da far venire i brividi: tanta gente saliva quotidianamente sul palcoscenico e fra tragedia e comicità recitava la propria falsa invalidità.

Chiaramente giravano soldi a gogò come nel caso di alcuni medici che o ricevevano una percentuale sull’assegno di accompagnamento o venivano pagati fino a 250 euro dai fantomatici pazienti per avere certificate visite mai avvenute. Caso esemplare quello dell’insegnante di Favara Calogera Nicotra, di 41 anni, che mentre si trovava a Rho per lavoro veniva certificata ad Agrigento.

LISTA VISITE NICOTRA CALOGERA-2

Una vicenda che ha stimolato l’ironia e il sarcasmo anche del gip Ottavio Mosti che ha lavorato alle indagini e che si è espresso così nell’ordinanza “Come in un presepe minore, si distenderà nel proscenio una teoria non di musici e pastorelli ma di figuranti che si accostano con intento mistificatorio alla costruzione dell’apparenza documentale di patologie inesistenti: gobbi, depressi e addirittura celebrolesi; soffiatori di spirometri e non di zampogne; tutti li vedremo sfilare, condotti per mano da una corte ammiccante di faccendieri che li avviano agli appuntamenti con i medici compiacenti”. 

E ancora è una partita tutta da giocare. Dai corridoi della Procura è emerso, infatti, che i casi analizzati sono stati oltre trecento ma si continua a raschiare per arrivare fino al fondo e chiudere il cerchio dell’indagine.

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Giorgia Mosca



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