Sanità

Cardiopatici siciliani di nuovo curati al pari di tutti i cittadini italiani

Alex_CM4000
13 set 2015 - 18:53

PALERMO - Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota inviataci dal dott. Salvatore Gibiino, segretario nazionale S.B.V., sindacato aderente ad A.P.M. (Associazione per la Professione Medica).

Il caso ha dell’incredibile …… vediamo di riassumere i fatti …… Sin dal 1996 (epoca di emanazione dei LEA: Livelli minimi ed Essenziali di Assistenza) i cardiopatici siciliani venivano ben valutati e curati con l’esecuzione dell’’esame ecocardio (misura dei volumi e delle pareti cardiache) ed ecocolordoppler (misura dei flussi e delle patologie valvolari). Esami da eseguire contestualmente in quanto indispensabili ai fini di una valutazione diagnostico-terapeutica oltre che per una eventuale indicazione chirurgica.

Ebbene, L’Area 4 dell’Assessorato della Sanità, a firma del dirigente Buffa, istituiva nel marzo 2015, incomprensibilmente ed autonomamente un Tavolo Tecnico, i cui componenti erano un patologo clinico, due dirigenti medici amministrativi, un medico di medicina generale. Non facevano parte di tale Tavolo Tecnico nessun cardiologo e nessuna Società Scientifica dell’area cardiologica. Nessun sindacato del settore che potesse concertare.

Con incomprensibile superficialità ed incompetenza, tale Tavolo Tecnico dichiarava incompatibili l’esame ecocardio ed ecocolordoppler. Di conseguenza questi due esami non potevano più essere eseguiti contestualmente dal cardiologo. Inoltre tale Tavolo Tecnico perveniva ad altre “illegittime” determinazioni che saranno oggetto di un altro ricorso, sempre a tutela del paziente siciliano. Un esempio di queste è quello di aver autorizzato i radiologi ad eseguire l’ecocolordoppler cardiaco. Incredibile ma vero ……. Il radiologo, nulla togliendo alla sua professionalità e competenza, può diventare cardiologo??? È mai possibile che un cardiopatico si vada a fare curare e diagnosticare la propria malattia dal radiologo???

Questo Tavolo Tecnico, non previsto da alcuna norma, è stato propedeutico all’emanazione di un Decreto (D.A. 799), cofirmatario Buffa, che ha proibito, a far data dal 22 maggio 2015, ai cardiologi degli ambulatori pubblici e privati, di eseguire contestualmente gli esami eco cardio ed eco color doppler e pertanto di valutare il paziente cardiopatico nella sua interezza. Da tale data il cardiopatico siciliano non è stato valutato secondo le Linee Guida Nazionali ed Internazionali e ciò sicuramente ha causato importanti errori diagnostici. A nulla sono valse le molte rimostranze (anche legali e via PEC), fatte sia a Buffa che al cofirmatario dell’istituito Tavolo Tecnico e dirigente generale dell’Assessorato Chiaro. Inoltre resta un mistero come non sia mai stato informato di tutto ciò l’assessore alla Sanità pro-tempore a cui mai è stata indirizzata, da quanto è dato sapere, nemmeno per conoscenza, l’istituzione di questo Tavolo Tecnico e delle relative deleterie conclusioni.

A questo punto le associazioni scientifiche del settore pubblico e privato ARCA, ANCE, SIMES, nonché i cardiologi del territorio ed i loro sindacati, avvalendosi dell’autorevole parere tecnico dei direttori delle prestigiose Scuole di Specializzazione di Cardiologia di Palermo e di Catania e dei pareri di altre Società Scientifiche e sindacati (SUMAI, SIEC, ANMCO), sono state costrette, pena il non poter più curare bene il paziente cardiopatico siciliano, a ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale denunciando tali macroscopiche irregolarità (per usare un eufemismo). Va rilevato che le Linee Guida sull’esecuzione dell’esame eco cardiaco pubblicate dallo stesso Assessorato la settimana dopo la pubblicazione del DA 799, ribadivano quanto asserito dalle Associazioni Scientifiche sopradette ma, inspiegabilmente, disconosciute da Buffa.

In pochi giorni, il TAR Palermo con Ordinanza n. 2492 ha sospeso le incompatibilità e dal 10 settembre i cardiologi degli ambulatori pubblici e privati possono nuovamente applicare le Linee Guida Nazionali ed Internazionali e curare i propri pazienti cardiopatici al meglio eseguendo contestualmente ambedue gli esami.

A nulla è valso anche il “pilotato” parere richiesto al Ministero della Salute da Buffa e Chiaro, sempre, a quanto è dato sapere, senza informare l’Assessore pro-tempore, anche questo annullato dal TAR. Parere che lo stesso Ministero ha riformulato in data 1 settembre concordando con quanto asserito dalle Associazioni sopra menzionate. Alla luce dell’Ordinanza del TAR si chiede al neo Assessore della Salute non informato dei fatti sin qui descritti di revocare la direzione dell’Area 4 a Buffa, tra l’altro solo comandato; di annullare le determinazioni di questo Tavolo Tecnico nella loro interezza e conseguentemente riformulare il D.A. 799. Inoltre si chiedono, fermamente, anche le dimissioni di Buffa. Fatta salva la tutela, già promossa nelle opportune sedi, per la salvaguardia dell’immagine e la valutazione del danno emergente e del lucro cessante subito dalla categoria.

Dovendo il paziente rifare nuovamente tutti gli esami eco cardiaci si invita la Corte dei Conti a voler appurare il danno erariale causato da queste improvvide determinazioni individuandone il responsabile anche per addebitargli il danno erariale subito dalla Regione in seguito anche alla condanna alle spese legali. Si invitano gli Ordini dei Medici, i direttori delle ASP e tutti gli organi di stampa a voler informare i medici ed i cittadini dell’esito di tale ordinanza e quest’ultimi, qualora avessero eseguito un esame incompleto, a rivalutarlo dal proprio cardiologo. 

Sulla vicenda abbiamo voluto sentire l’opinione del prof. Massimo Buscema, presidente dell’Ordine dei Medici di Catania, il quale ci ha dichiarato che “siamo in presenza dell’ennesima incresciosa vicenda con protagonisti i rappresentanti dei vertici amministrativi della sanità in Sicilia. Anche in questo caso si è dimostrata la loro incapacità gestionale e l’assoluta incompetenza in un settore peraltro assai delicato quale è quello della sanità e dunque della salute dei cittadini“.

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Redazione NewSicilia



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2 pensieri su “Cardiopatici siciliani di nuovo curati al pari di tutti i cittadini italiani

  1. TAR2492

    I funzionari dell’Assessorato con provvedimenti simili (DA 799) dimostrano di non avere rispetto nè del cittadino nè dello specialista. Il suddetto DA, dalla data della sua pubblicazione, l’ho ritenuto un sopruso (ed il TAR con provvedimento 2492 lo ha confermato).E’ dal lontano 1987, da quando mi qualifico “specialista convenzionato esterno”, che questa storia periodicamente si ripete e ci sono volute tante battaglie sindacali (grazie alla volontà indefessa del Dr. Gibiino e prima di lui del compianto prof. Castro) per riaffermare i diritti dei cittadini e del medico. Ogni volta occorre adire alle vie legali per far valere un diritto verso chi forse non prova molta simpatia nè per noi, nè oserei dire per la salute del cittadino, ma solo per i propri privilegi! Non si vuole capire con quanto impegno, professionalità, sacrificio umano e non solo si tengono aperti centinaia di studi specialistici 5-6 giorni la settimana per 11 mesi l’anno dove il paziente cardiopatico viene studiato dal semplice ecg, al test ergometrico, alla scintigrafia miocardica, all’ecocardiografia, all’holter pressorio e cardiaco, al doppler periferico. E solo per fare un esempio del disservizio pubblico: all’Ospedale di Agrigento da più di sei mesi non si effettuano test ergometrici e scintigrafie miocardiche per carenza di personale!!!!

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