Inchiesta

Cara di Mineo e quella “campagna acquisti”, udienza preliminare per cinque indagati

Cara di Mineo
18 feb 2016 - 12:33

CALTAGIRONE - Si è tenuta davanti al Gup di Caltagirone, Salvatore Ettore Cavallaro, l’udienza preliminare per la presunta ‘Campagna acquisti’ per sostenere la maggioranza consiliare al Comune di Mineo, in cambio di posti di lavoro o di un assessorato.

Il procuratore Giuseppe Verzera ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio dell’ex presidente del consorzio Sol Calatino, Paolo Ragusa, del sindaco Anna Aloisio, dell’ex sindaco, Giuseppe Mario Mirata, e di due ex assessori, Maurizio Gulizia e Luana Mandrà.

I reati ipotizzati a vario titolo sono corruzione in atti d’ufficio e induzione alla corruzione. Due gli episodi contestati: un posto di lavoro nel Cara rifiutato dalla fidanzata di un consigliere, e la proposta di un posto da assessore a un oppositore per sostenere la maggioranza.

Dopo dichiarazioni spontanee della Aloisio e di Ragusa, che hanno contestato la ricostruzione dell’accusa, l’udienza è stata aggiornata al prossimo 31 marzo, per l’intervento delle difese.

L’accusa contesta a Ragusa e Gulizia di “avere promesso a un consigliere comunale di minoranza, senza ricevere accettazione, un posto di lavoro alla sua fidanzata al Cara di Mineo”, se lui “avesse accettato di passare alla maggioranza nel Consiglio” dell’Ente.

Un altro consigliere comunale di Mineo che sarebbe stato al centro della presunta ‘campagna acquisti’ sarebbe stata Luana Mandrà, alla quale, secondo la Procura di Caltagirone, Ragusa e Mirata avrebbero offerto, “senza riceverne accettazione, un posto a tempo determinato da dirigente al Cara se fosse “passata al gruppo Uniti per Mineo”, per sostenere la maggioranza che appoggiava il sindaco Aloisi.

Lo stesso Ragusa le avrebbe poi promesso, “senza riceverne accettazione, un posto di lavoro nelle sue aziende se avesse accettato la carica di assessore”. Luana Mandrà, sostiene l’accusa, avrebbe poi ricoperto l’incarico di assessore alla Pubblica istruzione e alle Politiche giovanili, con la determina nr. 26 del 21 agosto del 2013.

Per la Procura di Caltagirone il sindaco “Aloisi, avrebbe così ricevuto indebitamente per sé un’utilità consistita nell’aver riacquistato la maggioranza che non possedeva più in Consiglio Comunale”.

Consiglio comunale di Mineo che è decaduto il 19 ottobre del 2015: otto consiglieri su 15 che lo compongono, dopo che non è passata la sfiducia al sindaco, che richiede una maggioranza ‘qualificata’, si sono dimessi per contrasti politici e amministrativi con il primo cittadino e anche per le polemiche sul Cara. La Regione Siciliana non ha ancora nominato il commissario straordinario in sostituzione del Consiglio Comunale di Mineo.

A Mineo è stato inviato un commissario ad acta soltanto per l’approvazione del bilancio, che ha già concluso il suo mandato.

Redazione NewSicilia



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