Incontro

Capo della Polizia Gabrielli a Catania per la sicurezza negli ospedali

capo polizia gabrielli a catania
Fonte immagine: La Sicilia
17 feb 2017 - 16:02

CATANIA - “Io credo che noi non possiamo immaginare di mettere un poliziotto o un carabiniere ad ogni angolo di strada, ci deve essere un concorso da parte di altri soggetti che, come avviene in altre realtà del Paese, concorrono alla sicurezza e quindi a far sì che anche i Pronto Soccorso siano in qualche modo luoghi sicuri”.

Ha esortato così il capo della Polizia, Franco Gabrielli, presente a Catania in occasione dei 10 anni dalla morte dell’ispettore Filippo Raciti. Gabrielli ha affrontato diversi temi durante l’incontro ma, tra i più recenti, c’è sicuramente quello delle aggressioni ad alcuni medici di diversi nosocomi siciliani, in particolar modo catanesi. 

Secondo quanto riportato da BlogSicilia, Gabrielli ha spiegato come “su questa vicenda catanese del Pronto soccorso si é fatta anche una certa narrazione, addirittura si è detto che la Polizia abbia invitato il medico ad andare via e lo stesso medico ha smentito questa cosa. Anche qui dobbiamo trovare un punto di caduta in cui noi facciamo il nostro lavoro, ma anche l’informazione deve fare al pari il suo, sottolineando le negatività ma non necessariamente amplificando cose che magari poi non ci sono. Ormai in gran parte delle realtà del Paese molte di queste attività vengono svolte dalla vigilanza privata anche perchè la Polizia e l’Arma dei carabinieri sono strutture non illimitate, peraltro in questi anni hanno patito significative riduzioni di organico dovute al blocco del turn-over e ad una progressiva senilizzazione”.

E ancora: “Parto sempre dal presupposto che alcuni fenomeni attengono alla nostra natura. La criminalità non finirà, la corruzione non finirà. Credo invece che bisogna  mettere in campo tutta una serie di azioni che limitino fortemente queste patologie perché la natura umana è fatta così. Laddove c’è la possibilità di conseguire un profitto, a volte anche in maniera più immediata, ci sarà perché la corruzione esiste in tutti i Paesi del mondo. Ovviamente la differenza la fa l’indice della patologia. Ci sono Paesi in cui la corruzione purtroppo ha livelli molto significativi e altri dove rientra in una fisiologia assolutamente governabile”.

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Redazione NewSicilia



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