Furti

Caos nella Rap: rubavano gasolio dai mezzi, 5 arresti

Rap
14 apr 2015 - 09:05

PALERMO - Furti di carburante e beni aziendali. Con questa accusa la polizia di Stato ha eseguito diverse misure cautelari nei confronti di dipendenti della Rap, ditta a partecipazione municipale che gestisce la raccolta dei rifiuti a Palermo.

Dal luglio 2013 al marzo 2014, secondo la polizia, 300 litri di gasolio al giorno sono stati trafugati dai serbatoi della municipalizzata. I dipendenti infedeli avevano un espediente che “tutelava” anche gli addetti alla colonnina dell’autoparco Rap di via Ingham: riempivano bidoni e taniche in occasione del rifornimento degli automezzi aziendali, nei quali veniva immesso un quantitativo di carburante inferiore rispetto a quello segnato dal conta-litri dell’impianto.

Le taniche venivano poi fatte uscire sugli stessi automezzi aziendali e portate altrove.

Il gasolio veniva poi ceduto a terzi a prezzi competitivi: un euro al litro. In altri casi, il furto veniva consumato riversando il carburante in una cisterna interrata, posta nelle immediate vicinanze dell’impianto di rifornimento e che fungeva da deposito abusivo, dal quale poi attingere.

Nel corso dell’indagine sono stati trovati tute da lavoro, sacchi, mazze, scope ma anche carta igienica e detersivi di proprietà dell’azienda e rubati dagli indagati.

Sull’azienda ha aperto la scorsa settimana un’inchiesta la Procura della Repubblica per l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio con riferimento alle lentezze e le continue sospensione della raccolta dei rifiuti.

Il 17 dicembre 2013 e il 5 febbraio 2014 i poliziotti hanno effettuato due blitz che hanno portato all’arresto di tre dipendenti e due soggetti estranei alla Rap che si sarebbero però appropriati di carburante della municipalizzata.

Emblematico in ordine alla “caparbietà” criminale degli indagati che, neanche a seguito di queste operazioni di Polizia, essi abbiano attenuato la frequenza delle scorribande all’interno del deposito di via Ingham.

L’indagine è stata condotta dal commissariato di polizia di Brancaccio e coordinata dal pubblico ministero Piero Padova e dal procuratore aggiunto Dino Petralia.

Gli arresti domiciliari sono stati imposti ad Antonio Cardinale, Giovanni Di Franco, Carmelo Iacò, Francesco Mancuso e Salvatore Messina. Il gip ha poi disposto la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Accursio Cacciabaudo, Rosario Giglietti, Maurizio Lanzarone, e Girolamo Iacò, tutti tranne quest’ultimo dipendenti della Rap.

Sequestrata, inoltre, una grande quantità di carburante in possesso di Giglietti, Mancuso e Iacò.

Nelle scorse settimane l’azienda è tornata al centro delle cronache per l’ennesima emergenza rifiuti in città.

Proprio lamentando l’assenza di mezzi di lavoro i sindacati hanno organizzato assemblee di lavoratori durante le quali la raccolta è stata sospesa, con grossi disagi per i cittadini. Ciò ha portato la Procura ad aprire un’inchiesta, ancora a carico di ignoti, per interruzione di pubblico servizio

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Redazione NewSicilia



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