Protesta

Caos pulizieri dell’Università di Catania, Snalv: “Così si crea una guerra tra i più deboli”

pulizieri
27 giu 2017 - 17:29

CATANIA - Si è conclusa con un nulla di fatto la riunione di questa mattina in Prefettura, per discutere della problematica dei circa 150 pulizieri all’Università di Catania.

Il nuovo contratto prevede una riduzione del 25% del servizio dei lavoratori che l’hanno sempre gestito e al contempo l’assunzione di altri, gli iscritti alla famosa lista di tutelati ex Cesame e altre grandi aziende fallite.

Nei primi quattro mesi di contratto però, in regime speciale, la ditta ha richiesto la prestazione lavorativa senza nessuna decurtazione di ore lavorate in modo da verificare se le ore effettivamente necessarie per la pulizia dei locali universitari potessero essere decurtate rispetto a quanto lavorato con le ditte precedenti.

Il risultato è che non solo si è accertato che la decurtazione del 25% è nei fatti impossibile, in taluni casi sono state necessarie ore di lavoro straordinario. Oggi l’Università ha prospettato la possibilità di aumento solo del 4%, ma è una soluzione che non soddisfa sindacati e lavoratori, quindi la riunione si è conclusa senza un accordo.

È una scelta assurda togliere a chi ha già poco per dare, pochissimo, ad altri lavoratori. Non abbiamo nulla contro questi ultimi, ma se l’Università ha deciso di fare il bel gesto di occuparsi di questi disoccupati, dovrebbe usare altre risorse, non con quelle che servono a pulire gli ambienti universitari. Così si crea una guerra tra i più deboli“, afferma il segretario regionale dello Snalv Confsal Antonio Santonocito.

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Redazione NewSicilia



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