Interpretazione

“Caos mediatico pianificato, non vogliono il 41 bis”: Saviano svela il bluff di Riina Jr

saviano
11 apr 2016 - 11:35

CATANIA – “A Riina Jr. non interessa il pubblico, Vespa, o la Rai. Lo scrittore di ‘Vi racconto mio padre’ punta dritto alla magistratura. Ha voluto suggerire che la vecchia Cosa Nostra non è la nuova, ma soprattutto che non vogliono più il 41 bis”.

Una chiave di lettura inedita e interessante è quella proposta da Roberto Saviano, ieri sera su RaiTre, che ha puntato nuovamente i riflettori su quell’intervista agghiacciante al figlio del boss Totò Riina.

A riguardo, infatti, ne sono state davvero dette di tutti i tipi. C’è chi si è posto contro e chi a favore della messa in onda del tanto vituperato “botta e risposta” tra il giornalista e conduttore di “Porta a porta”, Bruno Vespa, e Riina Jr.

Ma ieri Saviano è tornato sul tema mettendoci il carico da novanta, quasi a voler scongiurare il pericolo che determinati messaggi mafiosi venissero assimilati in modo sbagliato, non ragionato.

“Non parla da capofamiglia e quindi non si sostituisce mai al padre – ha spiegato Saviano -. Anzi prima dichiara di non essersi mai chiesto cosa sia la mafia ma poi, in un secondo momento, spiega chiaramente la sua idea sui pentiti di mafia a cui non è stato mai fatto scontare nemmeno un giorno di carcere”.

Saviano, quindi, ha parlato chiaro, senza giri di parole. Lui che da anni ha imparato ad interpretare il messaggio mafioso, lui che a causa della Camorra ad oggi vive sotto scorta tutte le sue giornate. E mentre il suo modo di parlare continua sempre a colpire, le sue parole ieri correvano veloci come tanti pugnali che forse adesso non possono più essere schivati dalle organizzazioni criminali.

Quando Riina Jr. annuncia ai tanti “follower” della pagina Facebook che presto il libro sara tradotto anche in francese, qui a Catania, ma anche nel resto d’Italia, s’è discusso tanto riguardo alla messa in vendita del libro incriminato.

“In questa libreria non si ordina né si vende il libro di Totò Riina” avrebbero notificato alcune librerie, fra le quali “Vicolo Stretto” a Catania, che ha fatto da apripista.

Che abbia ragione o meno, certamente Saviano ha aperto ad una chiave di lettura della questione Riina che probabilmente in pochi avevano ipotizzato, ma che adesso in molti potranno commentare con una consapevolezza diversa, lontana dalla sterile e banale polemica.

Vittoria Marletta



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