Trasporti

Caos ferrovie, la protesta dei pendolari: “Ci aspettiamo soluzioni condivise”

ferrovie siciliane
2 set 2016 - 06:05

PALERMO - Continuano i disagi delle ferrovie siciliane che, a causa delle pessime condizioni in cui si trovano i circuiti dei binari dislocati per la regione, tendono a rallentare (se non a paralizzare) le possibilità dei siciliani di utilizzare il treno come mezzo efficiente.

Da oltre quarant’anni si parla del bisogno di raddoppiare i binari della Messina-Catania nel tratto che va da Giampilieri a Fiumefreddo di Sicilia che, al momento, è composto da 42 km di ferrovia ad un solo binario anche se elettrificato. Quest’opera rientrava nel PIS (Piano Interventi Strategici) e nonostante godesse di un finanziamento di circa 1.970 milioni di euro non è stata mai realizzata.

Stessa situazione per quanto riguarda un’altra tratta fondamentale per il trasporto siciliano, ovvero la Palermo-Catania per la quale erano stati finanziati ben 820 milioni di euro per la costruzione del doppio binario per il tratto Catania Bicocca-Catenanuova. Tutto fermo e mai portato a termine.

A queste mancanze registrate dalla regione Sicilia si sono aggiunte dalle recenti dichiarazioni del ministro alle infrastrutture e trasporti Graziano Delrio: “Bisogna subito costruire e migliorare le linee ferroviarie Palermo-Messina e Messina-Catania”. Promesse fatte ma ancora in attesa di attuazione.

Ad alzare i toni su questa spinosa questione ci ha pensato Giosuè Malaponti, portavoce del “Comitato Pendolari Siciliani-Ciufer” che ha dichiarato: “Sarebbe opportuno consegnare gli importi finanziati per la realizzazione definitiva di queste opere. Devono essere portate a termine con finanziamenti certi e definiti che la gente deve conoscere”.

Giosuè Malaponti

Giosuè Malaponti

“Mi rivolgo - ha continuato - direttamente al Ministro Delrio che di recente ha promesso queste riqualificazioni. Chiedo che il ministro comunichi gli importi già finanziati a completamento delle opere per far si che vi sia piena trasparenza nei confronti dei siciliani che ogni giorno hanno a che fare con questi disagi”.

“Serve un accordo di programma quadro - ha affermato Malaponti - tra Regione Sicilia e Rete Ferroviaria Italiana Spa. La paventata chiusura della linea ferroviaria Catania-Siracusa ha messo in evidenza una situazione assurda e strana, non tanto per la decisione di chiudere la linea ferroviaria nel periodo estivo ma per il fatto che né i territori interessati né la Regione Siciliana erano stati preventivamente informati dei lavori da realizzare e della relativa chiusura dal 12 giugno al 4 settembre 2016“.

“Noi come comitato già da un bel po’ di tempo denunciamo i soliti disservizi che i pendolari continuano a patire. Ci aspettiamo - ha concluso Giosuè Malaponti - delle soluzioni condivise e non delle promesse che lasciano il tempo che trovano“.

Bisogna, inoltre ricordare, che la Regione Siciliana, nel giugno del 2015, ha sottoscritto con Trenitalia l’intesa per il trasporto ferroviario prima della firma definitiva del Contratto Ponte 2015/2016 siglata nel dicembre dello stesso anno. Nelle altre regioni italiane, invece, è stato sottoscritto un APQ (accordo di programma quadro) con il gestore dell’infrastruttura RFI Spa.

L’importanza di questo APQ, necessario e propedeutico rispetto al trasporto ferroviario, risiede nella obbligatorietà da parte di RFI, gestore della rete ferroviaria, di mettere nero su bianco i programmi di investimento e di adeguamento all’offerta della rete ferroviaria regionale. Si tratta di passi fondamentali per le ferrovie nazionali che però tendono ad essere molto distanti dalla realtà siciliana dove i cittadini devono continuare a chiedersi che fine abbiano fatto i fondi stanziati qualche anno addietro.

Carlo Marino



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