Denuncia

Tra caos e disordine… in viaggio all’interno del Palazzo di Giustizia di Catania

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17 gen 2015 - 14:08

CATANIA - Una media di 30 processi al giorno, pochi cancellieri e ingombranti pile di disordinati documenti. Provvedimenti molto spesso già emanati e il più delle volte mai notificati.

È questa la fotografia del nostro Palazzo di Giustizia. Una realtà problematica per gli “addetti ai lavori” che, quotidianamente, incontrano grosse difficoltà.

Basta fare un breve giro tra i piani più alti del tribunale e scenari mai visti si aprono davanti agli occhi dei visitatori: stanze piccolissime contornate da cattedre interamente ricoperte da impolverati “carpettoni”, debordanti di fogli disordinati e aule non adeguatamente organizzate.

“Nel 2013 ho dovuto sospendere un’udienza per le condizioni invivibili dell’aula – afferma Santino Mirabella giudice della sezione penaleda quando è avvenuta l’abolizione delle sedi distaccate, la situazione è ancora più critica perché tutto il lavoro è confluito in questo palazzo. Una volta io mi sono pure sentito male”.

È incisivo il segnale di allarme che il magistrato trasmette raccontando i processi che si svolgono all’interno dei locali dell’ex pretura in via Francesco Crispi. “In quella sede le udienze, anche penali, si svolgono in aule piccolissime non dotate di impianti per l’areazione e con poche sedute. L’imputato, infatti, spesso in manette, si siede in mezzo alla gente aspettando di essere giudicato”. 

Qui regna solo il caos, soprattutto tra i corridoi dove si possono vedere faldoni ammucchiati, non sempre ben archiviati, che sono alla portata di tutti. In buona sostanza chiunque passi di li potrebbe anche rubarli o manometterli.

Ma la situazione diventa ancor più agghiacciante se si visitano gli archivi del pianoterra dove non esiste più lo spazio per catalogare i fascicoli e gli addetti ai lavori fanno fatica a gestire la richiesta di chi usufruisce dei documenti.

Benvenuti, dunque, a Palazzo di Giustizia… è qui che regna la legge non certo dell’ordine.

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Vittoria Marletta



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