Controlli

“Il Cantiniere”: semplice accanimento o giuste sanzioni?

il cantiniere
28 nov 2015 - 11:58

CATANIA - Giovedì l’ultimo provvedimento…. ma quello del Cantiere sembra essere diventato un vero caso in città.

Era il 20 dicembre 2014 quando, la questura di Catania, eseguiva i primi sequestri nel corso di un servizio di controllo fra i locali della “movida” catanese. Tra questi spuntava nero su bianco anche “Il Cantiniere” di Viale Libertà. Da quel giorno, con una cadenza quasi trimestrale arrivano puntuali multe e provvedimenti per irregolarità: semplice accanimento o giuste sanzioni? Questa è la domanda che ci poniamo in tanti!

Ma torniamo indietro nel tempo. Quel 20 dicembre di un anno fa, al ristorante sono stati posti i sigilli per violazioni amministrative ammontanti a 11 mila euro e come se non bastasse,all’interno, sono stati trovati cibi avariati e scaduti, stando alla nota diffusa dalla polizia, pochi giorni dopo il blitz . In quell’occasione, tutto, chiaramente, è stato sequestrato. 

In città ne hanno parlato in tanti e quel provvedimento per uno dei locali più cool di Catania, almeno fino a quel momento, è stato un colpo basso.

A distanza di un mese, esattamente il 25 gennaio scroso, durante un secondo controllo sono stati sequestrati salumi, formaggi, birre, pasta e prodotti in scatola, sempre scaduti. In questo caso, inoltre, i tecnici dell’Asp, hanno ritenuto pericolose per i clienti (vista la posizione), diverse bottiglie di vino esposte nel locale. Ma non è finita qui… in quella stessa occasione il proprietario è stato denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione in quanto, nel locale, c’era un extracomunitario senza permesso di soggiorno trovato a lavorare in nero. 

“I controlli riguardavano le normative antincendio, che sono in corso di adeguamento. In relazione ai citati cibi già scaduti, si trattava di merce in attesa di essere stoccata per la distruzione essendo scaduta appena il giorno prima del controllo”, in quei giorni si è difeso così il titolare, Orazio Tosto, 53 anni che poco dopo aggiungeva:  “Gli altri preparati non erano più utilizzati e sono stati dimenticati dagli addetti in locali non attigui alla cucina né alle celle frigorifere, anch’essi in attesa di essere eliminati e mai utilizzati per la somministrazione”. La proprietà, inoltre, ha negato la pericolosità delle bottiglie sugli scaffali, affermando di aver licenziato gli addetti al controllo e alla qualità delle merci.

Passa un altro mese, è il 26 febbraio scorso, e la squadra amministrativa della questura piomba nuovamente nel ristorante ponendo sotto sequestro penale la sala attigua al locale che, in quell’occasione era stata allestita come discoteca con tanto di impianto luci, impianto Hi-Fi e postazione dj ma senza autorizzazione. Anche questa volta Tosto è stato denunciato e multato anche perché non aveva manco il parere di agibilità per la sala ballo e aveva invaso il marciapiede con vasi, tavoli, panche, sedie, sgabelli, poltroncine e calorifici: il tutto assolutamente abusivo e senza concessione rilasciata dal comune.

Sembra un romanzo a puntate ma non lo è… così trascorrono altri tre mesi e i poliziotti, durante un servizio di controllo, si presentano di nuovo a “Il Cantiniere” ma questa volta il ristorante ha tutto in regola. 

E arriviamo a giovedì: la polizia municipale entra nel locale e chiede di visionare l’autorizzazione per la concessione del suolo pubblico… e qui casca l’asino: Quest’autorizzazione non c’è e la multa arriva puntuale e precisa, insieme con il sequestro dei tavolini, delle sedie, fioriere e lanterne. 

Certo, qualche dubbio adesso viene. Come stanno realmente le cose? C’è qualcosa di non chiaro…errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

Rossana Nicolosi



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