Indagini

Cannizzaro: Valentina è morta per choc settico

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20 ott 2016 - 16:27

CATANIA - Domenica scorsa il decesso, oggi la Procura ha cominciato ad indagare. Non poteva, dunque, mancare la risposta e l’intervento delle parti interessate.

Ed ecco, quindi, la spiegazione da parte dei medici, che, questa mattina, si sono difesi dalle accuse: “Il decesso di Valentina è stato dovuto ad uno choc settico e non ad altre ragioni come si dice. Il primo bimbo è stato abortito naturalmente“.

Il primo a metterci la faccia è stato il direttore di Ginecologia ed Ostetricia del Cannizzaro, Paolo Scollo: “Dall’autopsia emergeranno sicuramente molte più indicazioni e dettagli per venire a capo della questione“.

Viene così smentita l’ipotesi che aveva preso piede nelle scorse ore secondo la quale la donna sarebbe deceduta a causa del mancato soccorso da parte del medico di turno, obiettore di coscienza. Infatti, il parto del secondo bambino è stato indotto con l’ossitocina: se ci fosse stata obiezione di coscienza questo non sarebbe potuto accadere.

L’ulteriore smentita sull’obiezione di coscienza del ginecologo che ha assistito Valentina è arrivata chiara e netta dal direttore sanitario Angelo Pellicanò durante la conferenza stampa tenuta dai medici dell’ospedale Cannizzaro.

Valentina, impiegata di banca di 32 anni originaria di Palagonia, era rimasta incinta dei due gemelli che portava in grembo grazie alla fecondazione assistita. Qualcosa, però, non è andato come previsto, causando il decesso della donna e dei due bambini domenica scorsa. 

Dodici medici sono coinvolti nella vicenda, tutti obiettori di coscienza. Un particolare che però non avrebbe a che fare con l’episodio di Valentina e che le indagini dovrebbero definitivamente smentire.

Aurora Circià



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