Tragedia

Cannizzaro: morti donna incinta e i suoi due gemelli. Denuncia dei familiari

Cannizzaro: morta donna incinta e i suoi due gemelli. La denuncia dei familiari
Cannizzaro: morta donna incinta e i suoi due gemelli. La denuncia dei familiari
18 ott 2016 - 17:17

CATANIA – Dopo 5 mesi di gravidanza, una mamma e i suoi due gemelli perdono la vita. La famiglia indignata denuncia i medici per “negligenza“.

La donna si trovava all’ospedale Cannizzaro pronta a mettere alla luce due gemelli, ma la storia non ha avuto un lieto fine. 

La donna, 32 anni, originaria di Palagonia, era stata ricoverata il 29 settembre scorso nel reparto di ginecologia. Secondo quanto riferito dai medici, la donna presentava un’infezione che è stata combattuta con antibiotici.

La situazione però si è ribaltata sabato. Il padre addolorato ha riferito che aveva forti dolori e vomito, e che dopo un attacco di febbre i medici le hanno somministrato della tachipirina.

Nella mattinata di domenica la donna è stata trasferita in sala parto e i medici hanno riferito alla famiglia che il malessere provato dalla donna era dovuto a una colica renale.

Dopo poco l’entrata in sala parto, la madre ha partorito un feto morto, e dopo varie complicazioni anche il secondo è morto.

Nel contempo sono arrivati i carabinieri e la donna è stata trasferita nel reparto di rianimazione. Il padre racconta che la figlia era fredda e poche ore dopo era morta.

Questa mattina l’avvocato Salvatore Catania Milluzzo ha presentato denuncia, per conto del marito, chiedendo il sequestro della cartella clinica e l’identificazione dei medici che hanno seguito il ricovero.

A nome del Cannizzaro ha parlato a Meridionews il direttore generale dell’ospedale, Angelo Pellicanò: “Il decesso è dovuto a una sepsi emorragica diffusaNon sono al corrente di indagini e confido nell’operato dei medici: la donna è stata assistita e i feti sono nati morti. Ho visto il fratello e il marito, ho fatto personalmente le condoglianze alla famiglia“.

Oggi pomeriggio si sono svolti i funerali della vittima.

Roberta Rapisarda



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