Medicina

Al Cannizzaro campagna contro il tumore ovarico

Sguardi
5 set 2016 - 19:58

CATANIA - Farà tappa all’ospedale Cannizzaro di Catania dal 12 al 16 settembre “Sguardi d’energia”, campagna itinerante che offre un programma di make-up personalizzato alle donne con tumore ovarico, il più insidioso e meno conosciuto dei tumori femminili.

Nel corso della settimana, all’interno dei dipartimento materno-infantile, attraverso il supporto di specialisti, le pazienti potranno sottoporsi a una seduta di trucco della durata di un’ora.

Perché sentirsi bene con se stesse, nonostante la malattia, aiuta ad affrontare meglio le terapie, accresce l’autostima e agevola il percorso di cura.

Con questi presupposti ACTO onlus – Alleanza contro il Tumore Ovarico, in partnership con Youngblood Mineral Cosmetics e con il supporto di Roche, ha organizzato la campagna nel 2015 e nel 2016 nei principali centri oncologici italiani.

“Ora ‘Sguardi d’energia’ arriva anche a Catania forte dei successi riscossi negli appuntamenti svolti fin qui, riempiti con un ‘tutto esaurito’ da parte delle donne che, devo dire, hanno aderito con una forza, un’allegria e un ottimismo che non ci aspettavamo”, afferma Nicoletta Cerana, presidente di ACTO onlus.

La campagna è occasione per sensibilizzare le donne sulla necessità di conoscere meglio questa neoplasia silenziosa e di sottoporsi a visite ginecologiche periodiche.

“Il cancro all’ovaio spesso viene diagnosticato tardivamente – spiega il dott. Paolo Scollo, direttore del dipartimento materno-infantile dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro e presidente della società italiana di Ginecologia e Ostetricia – perché i sintomi, purtroppo vaghi, non vengono riconosciuti: dolori e gonfiore addominale, stitichezza o difficoltà digestive devono destare preoccupazione se perdurano per settimane. Inoltre obesità, fumo, assenza di esercizio fisico aumentano il rischio di ammalarsi. Da tenere presente, inoltre, che circa il 15 per cento dei tumori all’ovaio ha come principale fattore di rischio la familiarità e che la maggior parte dei casi viene identificata dopo l’ingresso in menopausa, tra i 50 e i 69 anni”.

Insieme ai progressi terapeutici, si fa sempre più strada anche la consapevolezza di quanto sia importante offrire alle pazienti un supporto di tipo psicologico attraverso un sostegno che è parte integrante del percorso di cura e che permette alla donna di riappropriarsi di se stessa attraverso tanti piccoli gesti di vita quotidiana.

Clelia Mulà



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