La polemica

La candelora degli ortofrutticoli: “Offerte con ricevuta fiscale, perché la Chiesa non fa lo stesso?”

ortofrutticoli
5 feb 2016 - 09:31

CATANIA – “Siamo assolutamente d’accordo con la trasparenza e la legalità, ma perché la Chiesa non fa lo stesso con le donazioni che riceve durante l’anno?”. È questo il messaggio incisivo lanciato da Daniele Molino, portatore del  cereo degli ortofrutticoli.

Non mancano, dunque, le polemiche sulla scelta del Comitato per la Festa di Sant’Agata di rilasciare la ricevuta fiscale per ogni donazione.

“Noi della candelora degli Ortofrutticoli ci siamo adeguati da subito perché riteniamo sia giusto lanciare un messaggio di legalità e trasparenza però non ci spieghiamo per quale motivo la Chiesa non faccia lo stesso, dando quindi esempio di correttezza nello stesso identico modo”.

“Ente esentasse”, sulla Chiesa dunque si alza il polverone e a farlo sono proprio i portatori de “La Signorina”; il cereo è chiamato così per il suo passo elegante e leggiadro oltre che per le sue forme aggraziate con i quattro cigni che ne costituiscono la base.

“La gente percepisce come strana la scelta dello “scontrino” dal momento che non ha mai fatto parte del mondo delle offerte per le candelore però pensiamo che sia giusto. È così che viene tutelata la tradizione storica di questi cerei”.

“L’unica cosa che non ci piace molto –  incalza Molino –  è che in questo modo si evidenzia troppo l’aspetto materiale, il denaro, mettendo in secondo piano fede e tradizione ma in ogni caso siamo assolutamente d’accordo. Chiediamo, però, che anche la Chiesa dia esempio di trasparenza. Vorremmo sapere a quanto ammontano le offerte che loro percepiscono e a chi vengono destinate. Solo così saremo tutti trasparenti”.

Giorgia Mosca



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