Immigrazione

Canale di Sicilia: al via operazione recupero corpi e barcone. A Catania si inaugura Frontex

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27 apr 2016 - 13:03

SIRACUSA - Sono giunte oggi al largo della Libia le navi della Marina militare che, in sinergia con altre istituzioni e associazioni, consentiranno i lavori di recupero del barcone carico di migranti naufragato nell’aprile 2015 e delle salme del catastrofico evento che provocò la morte di circa 700 persone.

L’imbarcazione protagonista della più grande tragedia nel Mediterraneo della storia delle migrazioni si trova a circa 370 metri di profondità: una volta portata a galla, verrà “congelata” con dell’azoto liquido e successivamente trasferita nel pontile Nato di Augusta. L’arrivo è previsto per la prima settimana di maggio, a seconda delle condizioni meteo marine. Le salme, invece, saranno trasferite in un’ampia tensostruttura refrigerata, allestita nel porto di Augusta. Secondo le stime del contrammiraglio Nicola De Felice, comandante di Maresicilia, ci sarebbero circa tra i 400 e i 500 corpi all’interno del barcone; 169 salme sono già state recuperate ad Augusta in 5 interventi in mare.

“Il natante – spiega il contrammiraglio De Felice - è lungo 25 metri e largo sette, ne abbiamo uno ‘gemello’ qui nel porto e abbiamo potuto fare una comparazione“. Le operazioni di recupero, se le condizioni meteo lo permetteranno, dovrebbero iniziare oggi: le navi e gli operatori si trovano già sul posto. I corpi saranno esaminati da esperti del Labanof, attiva nel dipartimento di Morfologia Umana e Scienze Biomediche di Medina legale dell’Università di Milano. “Tutta l’operazione - assicura De Felice - si svolgerà in massima sicurezza, avviamo fatto anche un Documento unico per la valutazione dei rischi, e non ci saranno problemi sanitari per la popolazione legati alla presenza dei corpi”.

“È un’attività importante – aggiunge il contrammiraglio De Felice – resa possibile grazie alle grandi sinergie, oltre che alla marina militare, tra governo, dipartimenti, istituzioni, associazioni, forze dell’ordine, magistratura, università, Enti locali, Asp e altre strutture che lavorano insieme facendo veramente squadra. Un sistema multidimensionale che sta funzionando e quando emergono delle difficoltà sono superate con un approccio di collaborazione. E’ allora che emerge l’animo vero degli italiani, e dei siciliani in particolare”.

Ma le attività legate al fenomeno delle migrazioni non si limiteranno al recupero di barconi e salme. Il commissario europeo per l’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, è stato chiaro: “Dall’inizio dell’anno il numero degli arrivi in Italia ha ripreso a salire. Da gennaio, sappiamo approssimativamente di 25 mila sbarchi. Questo significa che dobbiamo essere preparati”.

E anche la Sicilia si prepara per affrontare meglio l’emergenza migranti. Oggi pomeriggio alle 15 a Catania, infatti, verrà inaugurata la nuova sede della Task force regionale europea per la gestione dei migranti (EURTF). All’inaugurazione, nell’ex Monastero di Santa Chiara, in via Transito 74, saranno presenti il ministro Alfano insieme al commissario Avramopoulos e Fabrice Liggeri, direttore di Frontex.

Redazione NewSicilia



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