Tribunale

Caltanissetta: WWF parte civile in processo contro cacciatori

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28 gen 2017 - 19:17

CALTANISETTA - Al processo contro tre uomini che nel 2014 si opposero violentemente ai controlli delle Guardie del Wwf, il Giudice del Tribunale di Caltanissetta Marco Milazzo ha ammesso la costituzione di parte civile del WWF Italia, difeso dall’avv. Salvatore Patrì, nonostante l’opposizione del Pubblico Ministero e dei difensori degli imputati.

Sì dunque alla richiesta di costituzione di parte civile del WWF Italia, a sostegno delle proprie Guardie volontarie aggredite e minacciate nel 2014 da un gruppo di cacciatori nei pressi di Serradifalco. Nel corso dell’udienza svoltasi nei giorni scorsi a Palazzo di Giustizia, sia il Pubblico Ministero che i difensori degli imputati si erano opposti alla costituzione di parte civile del WWF Italia, sostenendo che nessun danno sarebbe derivato all’Ente di protezione ambientale dall’aggressione delle sue due Guardie giurate in servizio antibracconaggio. Invece il Giudice monocratico Milazzo, nell’ammettere il WWF quale soggetto legittimato a lamentare danni dalle condotte degli imputati, ha accolto la tesi illustrata dall’avv. Patrì: i reati commessi contro le Guardie Venatorie in servizio per conto dell’associazione costituiscono grave danno agli interessi e valori propri del WWF Italia; ne consegue che da tali fatti derivi una lesione immediata e diretta di un interesse dell’associazione, interesse che è la ragione stessa dell’esistenza del WWF e delle proprie Guardie giurate.

Si tratta della seconda volta che il WWF Italia viene riconosciuto come parte civile in un processo del Tribunale di Caltanissetta: già nel 2015, in un procedimento contro due cacciatori sancataldesi denunciati dalle Guardie giurate del Panda per aver abbattuto specie protette utilizzando richiami elettronici vietati, il WWF Italia ha chiesto ed ottenuto dal Tribunale nisseno (giudice dott.ssa Angela Gagliano) il riconoscimento della facoltà di costituirsi parte civile, nonché il risarcimento per i danni morali. Adesso il processo andrà avanti con la nuova udienza fissata per il prossimo 22 marzo.

I fatti risalgono al settembre 2014, quando due Guardie WWF in servizio fermarono per controlli venatori due anziani cacciatori di Serradifalco, un loro amico ed il figlio di uno dei due anziani. I quattro si opposero violentemente all’intervento delle Guardie WWF – che la giurisprudenza consolidata ritiene avere la qualifica di pubblici ufficiali ed agenti di polizia amministrativa – rifiutandosi di farsi identificare, utilizzando violenza, aggressioni verbali e minacce con le armi imbracciate. A seguito dell’inchiesta avviata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, dott.ssa Claudia Pasciuti, per quei fatti sono stati rinviati a Giudizio tre soggetti per varie ipotesi di reato, che vanno dalla resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale al rifiuto di dare indicazioni sulla propria identità.

Dichiara l’avv. Salvatore Patrì: “La decisione del Giudice ci sembra importante nel riconoscere come ogni coazione e aggressione agli Agenti giurati che espletano servizio di vigilanza venatoria ed ambientale per conto del WWF Italia, a difesa dell’ambiente e della legalità, costituisca una forma di violenza intollerabile e che calpesta le regole sociali. Grazie alla nostra costituzione di parte civile, inoltre, il WWF Italia potrà attivamente collaborare con la Giustizia e concorrere all’accertamento in dibattimento della verità e delle eventuali responsabilità degli imputati. In caso di condanna, chiederemo il pieno risarcimento dei danni patiti dall’Associazione”.

 

 

 

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Redazione NewSicilia



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