Corruzione

Caltanissetta: favori ad associazioni in cambio di incarichi ai propri familiari, 5 arresti

Carcere minorile di Caltanissetta
22 ott 2015 - 10:01

CALTANISSETTA – Affidamenti a enti di formazione nell’istituto penale minorile di Caltanissetta in cambio di favori e incarichi.

Con questa accusa i carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta, insieme ai colleghi di Agrigento, Catanzaro e Milano, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare emesso dal Gip nisseno, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di 5 persone ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti contro la pubblica amministrazione nonché di corruzione e concussione per induzione.

Il provvedimento, che prescrive la custodia ai domiciliari, riguarda l’attuale direttrice dell’Istituto penale per minorenni “Beccaria” di Milano (già responsabile dell’omologa struttura nissena) Alfonsa Miccichè, la figlia Federica Fiorenza e il fidanzato Emiliano Maria Longo, Giuseppe Focaccio e Gaetana Rosaria Migali, presidente e dipendente della onlus “Araba Fenice” di Catanzaro, con i quali, i primi, avevano stretto l’accordo illecito.

L’indagine ha riguardato le attività svolte da associazioni ed enti esterni in favore dei minori reclusi presso l’istituto penale minorile di Caltanissetta, dal 2013 al 2015.

Durate circa un anno e condotte attraverso acquisizioni documentali, testimonianze e intercettazioni, hanno permesso di verificare l’esistenza di un sistema illecito di affidamento a soggetti privati di attività formative e culturali destinate ai minori detenuti, caratterizzato, spiegano gli investigatori, “da una commistione di interessi imprenditoriali, economici e personali, ai quali è stata asservita la funzione pubblica di rieducazione dei giovani ristretti negli istituti”.

Secondo quanto si è potuto accertare, la dirigente favoriva associazioni a lei vicine per la realizzazione di progetti finanziati con fondi pubblici in cambio della disponibilità di queste ad assumere o conferire incarichi a propri familiari, in taluni casi nonostante fossero sprovvisti dei titoli, qualifiche ed esperienza necessari.

La pubblica amministrazione stanzia ogni anno per questi progetti finalizzati al recupero ed alla formazione dei minori diverse centinaia di migliaia di euro suddivisi tra i vari istituti dislocati sul territorio. In aggiunta ai provvedimenti ristrettivi, si e’ proceduto alle notifiche di tre avvisi di garanzia ad altrettanti soggetti indagati, perche’ coinvolti in singoli episodi illegali, nonche’ a ulteriori perquisizioni presso le sedi di tre associazioni nissene coinvolte nell’indagine, il Centro studi sociali e culturali “Essere liberi”, la societa’ cooperativa”Iopervoiperio” arl onlus e il Centro servizi formativi Enaip.

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un Commento